Recensione a cura di Albyrinth - tutte le immagini sono copyright degli aventi diritto
Nota Importante: Questo articolo potrebbe contenere alcuni SPOILER minori riguardanti i manga recensiti. Grazie.
Partiamo con un'ammissione: esattamente come un anno fa per l'articolo su tre libri tascabili per l'estate 2025, anche in questo caso l'estate è una mera scusa per parlare di quattro manga di durata relativamente breve (diciamo dalle 400 alle 1300 pagine) che meritano una lettura; anche perché, a dirla tutta, il volumone omnibus di Ossa - Stand by Me, My Dear è tutto tranne che comodo da portarsi in spiaggia o in montagna e i singoli volumetti in formato tankobon sono più o meno introvabili. Aldilà di questo la scelta è caduta su alcune storie di genere: il giallo-thriller per Ossa - Stand by Me, My Dear, la fantascienza-horror per Leviathan, il poliziesco-drammatico per Randagi, e infine il giallo sovrannaturale per Another. Tutti i manga recensiti sono recuperabili più o meno facilmente sui vari shop online e in libreria; Another e Leviathan sono inoltre disponibili in formato digitale come ebook. Let's go!
Ossa - Stand by Me, My Dear di Yae Utsumi (Recensione)
Shintaro, Tsubaki, Akira, Haruka e Ryu sono cinque amici del liceo che nascondono un macabro segreto: quando avevano undici anni hanno ucciso tutti insieme il padre di Shintaro, nascondendone poi il corpo, per salvare l'amico dalla continua violenza a cui era sottoposto. Da allora hanno deciso di tenere a tutti i costi il segreto e di trovarsi ogni anno, nell'anniversario del terribile atto, di fronte alle ossa rimaste per rinnovare il giuramento. Purtroppo, qualcuno sembra averli seguiti, scoprendo l'ubicazione del corpo e portandolo via: poco dopo i cinque amici iniziano a essere ricattati via telefono da una voce misteriosa che minaccia di svelare il loro segreto alle autorità e li costringe ad atti perversi ed efferati, come, per esempio, allo squartamento di un cadavere o a spogliarsi di fronte agli altri. Sarà l'inizio di un vero e proprio incubo. Ma chi è il misterioso ricattatore? E quali sono le sue reali intenzioni? Ma soprattutto: non è che c'è un traditore all'interno del gruppo di amici?
Come è chiaro da questa sinossi, Ossa - Stand by Me, My Dear è un manga che non ha certo nell'originalità il suo punto di forza: la trama prende e riassembla efficacemente tante idee prese da altre opere, soprattutto So Cosa Hai Fatto (senza la deriva slasher) da cui copia lo spunto iniziale e Saw per il concetto del ricattatore misterioso che costringe le persone a fare cose aberranti per salvarsi. Detto questo, l'autore Yae Utsumi si rivela comunque bravo a imbastire una trama complessa e articolata, mantenendo sempre alta la tensione, con continui colpi di scena e rivelazioni. In questo, l'opera rivela un'aderenza ai tipici stilemi del mistery giapponese, caratterizzate da storia molto dense e complesse, e da soluzioni cervellotiche, ma affascinanti.
Oltre a una buona gestione della trama, il manga si caratterizza per il netto contrasto tra i protagonisti adolescenti e la pesantezza delle situazioni descritte: ci sono cadaveri squartati, personaggi costretti a spogliarsi di fronte a una telecamera e molestie sessuali al limite dello stupro, non esattamente quello che ci si aspetterebbe da un tipico manga "shōnen", rivolto quindi a un pubblico adolescenziale e che potrebbe dare fastidio a chi non è abituato al modo diretto e senza fronzoli di trattare certe tematiche nella narrativa giapponese.
In realtà, il contrasto tra l'etichetta di manga shōnen e i contenuti è ancora più marcato quando andiamo ad analizzare le caratterizzazioni dei protagonisti: di base mostrano alcune caratteristiche stereotipate dei manga adolescenziali (c'è la ragazza bellissima e introversa, quella estroversa innamorata e non ricambiata dal bello di turno, il protagonista scapestrato e così via), compresi gli inevitabili triangoli (lui ama lei, lei è insieme al più popolare della scuola, mentre la sua migliore amica è innamorata cotta di lui), ma, poi, l'approccio è molto più crudo e pesante, a livello psicologico, soprattutto quando entra in ballo il sesso, che è quasi visto come una sofferenza e una violenza, con in più un occhio voyeuristico e un utilizzo dal fan service piuttosto esteso e spesso fuori luogo. Insomma, l'approccio psicologico è indubbiamente un po' troppo oppressivo e malato, e rende la lettura a tratti davvero difficoltosa. I disegni sono professionali e perfettamente funzionali alla storia e gli unici veri appunti sono il già citato utilizzo del fan service sui corpi femminili, spesso in momenti dove appare davvero poco appropriato, una certa povertà negli sfondi e un character design un po' derivativo.
In definitiva, Ossa - Stand by Me, My Dear è un'opera caratterizzata da una trama accattivante e ben costruita attorno al suo mistero portante [Chi è il ricattatore? C'è un traditore?], e da un ritmo sempre molto sostenuto, che rendono il manga alquanto immersivo. Per contro, le caratterizzazione stereotipate, la pesantezza dell'approccio psicologico e un eccessivo utilizzo del fan service sono comunque dei difetti oggettivi di cui tenere conto.
Il volume cartonato Omnibus Ossa - Stand by Me, My Dear è disponibile nei maggiori store online di libri in formato fisico. L'edizione italiana è stata curata da Panini Comics. Il volume è anche disponibile in fumetteria e nelle librerie di varia, ovviamente.
Leviathan di Kuroi Shiro (Recensione)
Un trio di astronauti saccheggiatori di relitti spaziali entra nella Leviathan, una vecchia nave passeggeri alla deriva da anni in cerca di oggetti di valore. I tre troveranno invece il diario di un passeggero adolescente, Ichinose che narra tutto ciò che è successo: la nave, infatti stava portando una classe di liceali in gita da una colonia di Proxima Centauri alla Terra, quando ha subito un'avaria che ha messo fuori non solo i motori, ma ha anche sigillato il ponte dei liceali. Insomma, i ragazzi hanno le ore contate prima che termini l'ossigeno e questo porterà a una vera e propria battaglia interna tra gli studenti per garantirsi la sopravvivenza. La scoperta dell'esistenza di una singola cella criogenica inasprirà ulteriormente la situazione che si farà sempre più caotica e violenta.
Nonostante Leviathan (che condivide il titolo con uno dei migliori album metal di tutti i tempi) sia opera di un mangaka giapponese, Kuroi Shiro (peraltro con un passato di animatore in casa Toho), è uscito prima in Francia che nel Paese del Sol Levante. Scelta che potrebbe sembrare assurda, ma che invece ha perfettamente senso sfogliando le pagine del manga: è innegabile che l'autore (per sua stessa ammissione, tra l'altro) incorpori nel suo splendido tratto anche tante influenze straniere, che spaziano dai classici Moebius e Druillet fino al maestro italiano Sergio Toppi.
Aldilà di questo, Leviathan è un'opera di fantascienza distopica, che mescola con sapienza elementi dalla fantascienza classica esplorativa alle atmosfere claustrofobiche e orrorifiche del primo Alien, anche se, a dirla tutta, il riferimento più diretto è a Battle Royale e alla mortali e violentissime battaglie tra liceali, narrate con cattiveria e la giusta dose di cinismo. Kuroi Shiro è comunque bravissimo a prendere un canovaccio con riferimenti chiari e dichiarati e a farne un'opera di intrattenimento di buon valore. Il ritmo è abbastanza sostenuto, la tensione è palpabile, la trama gestita bene e, soprattutto, i due colpi di scena finali, sono perfettamente nascosti e coerenti. Come per Ossa, anche qui si vede chiaramente la natura shōnen dell'opera, soprattutto per alcune caratterizzazioni sì archetipiche (la ragazza misteriosa e manipolatrice, il protagonista introverso e pieno di dilemmi morali, il duro di buon cuore), ma comunque tutto sommato bene inserite in un canovaccio fantascientifico. Fortunatamente, qui non c'è traccia di triangoli amorosi forzati o di fan service che davvero sarebbe stato totalmente inadatto all'atsmofera del manga.
Alla fine, l'unico vero difetto è nel secondo dei tre volumetti che compongono l'opera, dove si avverte un calo di ritmo per narrare storie secondarie, anche interessanti e ben inserite, ma che paiono i classici episodi riempitivi per arrivare al numero prefissato di tankōbon. Nulla da dire sugli splendidi disegni di Kuroi Shiro, capace, come già detto qualche riga più sopra, di unire con estrema efficacia influenze orientali (Otomo su tutte) a influenza occidentali (Moebius e Toppi), creando un ibrido affascinante e di grandissimo impatto, soprattutto in alcune splash page: un talento cristallino, che speriamo di vedere presto ancora all'opera [oltre a Leviathan, ha realizzato, sempre per la Francia, il manga Dragon Hunt Tribe, ancora inedito in Italia]. In definitiva, Leviathan è sì puro intrattenimento, ma di grande qualità, che soddisferà sia gli amanti della fantascienza classica, che chi ha visto almeno cinque volte il capolavoro Battle Royale.
Il cofanetto contenente i tre volumetti di Leviathan è disponibile nei maggiori store online di libri in formato fisico; è inoltre disponibile la versione digitale del fumetto. L'edizione italiana è stata curata da Star Comics. Il cofanetto è anche disponibile in fumetteria e nelle librerie di varia, ovviamente.
Randagi di Keigo Shinzō (Recensione)
Hajime Yamada è un ispettore della polizia (specializzato in crimini sui minori) la cui vita è segnata da un terribile lutto: pochi anni prima, la figlia è morta annegata nel mare. Tormentato dai sensi di colpa per essersi addormentato sulla sdraio e abbandonato dalla moglie, per Hajime l'unico motivo per continuare a vivere è nel lavoro. Durante una retata in un bordello clandestino che sfrutta prostitute minorenni, l'ispettore incontra Shiori, una ragazza minorenne che assomiglia in modo incredibile alla sua defunta figlia. Aiutare Shiori - una ragazza alquanto problematica fuggita da casa a causa della madre violenta e alcolizzata, che sfrutta una app di chat per trovare rifugi temporanei a casa di sconosciuti, rischiando però di finire in bruttissime situazioni - diventa una vera e propria missione per Hajime. Ma ottenere la fiducia di una ragazza così segnata dalla vita e dalla violenza sarà alquanto difficile, e infatti Shiori finirà per scappare di casa ancora. Alla fine, Hajime convincerà Shiori a stare da lui, dando il via a un impossibile (quanto probabilmente effimero) rapporto padre-figlia che segnerà una svolta nella vita di entrambi.
Dopo due manga di genere pensati per un pubblico adolescenziali, è invece l'ora di un "Seinen", un'opera quindi rivolta a un pubblico più adulto. Randagi è una classica storia drammatica, dove due anime ferite profondamente dalla vita si trovano per caso, creando un legame (in questo caso padre-figlia) e trovano nel loro legame la forza per dare una svolta alle loro esistenze alla deriva. Non aspettatevi però un approccio hollywoodiano ed edulcorato alla trama, perché Randagi sa colpire maledettamente duro, sin dal suo inizio, dove troviamo Shiori sfruttata in un lurido bordello con prostitute minorenni. Nonostante, fortunatamente, non ci sia la minima traccia di fan service, Keigo Shinzō non risparmia comunque nulla al lettore (compresa una scena alquanto controversa tra Hajime e Shiori piazzata apposta per generare disagio) e Randagi risulta una lettura cruda e con un approccio psicologico molto intenso, in particolare quando conosciamo le ragione che hanno portato Shiori a scappare da casa, mettendosi alla mercé di sfruttatori e malintenzionati.
Quando poi la trama principale, quella della creazione di un'improbabile quanto fondamentale nuova famiglia, prende piede, l'atmosfera si fa sempre meno asfissiante, mostrando come la speranza e la necessità di comprensione e amore inizi a plasmare le vite dei protagonisti. È nella narrazione di quelle settimane di convivenza che Randagi brilla particolarmente, tratteggiando perfettamente le caratterizzazioni dei suoi protagonisti, facendoci affezionare a loro. Ovviamente le cose non andranno così lisce e il fragile equilibrio di questa famiglia improvvisata si spezzerà, portando a un finale assolutamente giusto e calibrato, che non si svende alla facile retorica o all'happy ending forzato.
In tutto questo, Keigo Shinzō dimostra di essere un vero e proprio autore di razza, mantenendo sempre saldissime le redini del racconto, con un approccio rigoroso, ma dando il giusto spazio ai sentimenti senza mai risultare stucchevole o banale. Anche la parte grafica, per quanto forse non eccessivamente appariscente, è solidissima e di gran qualità con un tratto pulito ed essenziale che si sposa perfettamente al tono generale dell'opera. Insomma, Randagi è un vero e proprio gioiellino, uno dei manga più intensi ed emozionanti letti negli ultimi tempi, che mi sento di consigliare senza remore a tutti gli amanti del buon fumetto.
Il cofanetto contenente i quattro volumetti di Randagi è disponibile nei maggiori store online di libri in formato fisico. L'edizione italiana è stata curata da J-pop. Il cofanetto è anche disponibile in fumetteria e nelle librerie di varia, ovviamente.
Another di Yukito Ayatsuji e Hiro Kiyohara (Recensione)
Yomiyama, 1972: lo studente liceale al terzo anno Misaki muore accidentalmente in un incendio. Misaki era così benvoluto e amato dalla sua classe, che, per onorarne la memoria, i suoi compagni decidono di comportarsi come se fosse ancora in vita; nulla di sconvolgente, non fosse che, nella foto di classe scattata alla fine dell'anno, Misaki appare misteriosamente in mezzo ai suoi compagni! 26 anni dopo, il quindicenne Suikaba si trasferisce da Tokyo a Yomiyama, venendo assegnato proprio a quella Terza C dove si verificarono gli strani fatti concernenti Misaki. Prima di unirsi ai nuovi compagni, Suikaba, che soffre di problemi ai polmoni, è ricoverato per qualche giorno in ospedale, dove fa la conoscenza della misteriosa Mei, una ragazza caratterizzata dalla presenza di una benda che le copre l'occhio sinistro. Quando Suikaba entra nella sua classe è sorpreso nel constatare che Mei è una sua compagna, ma la cosa incredibile è che nessuno sembra farci caso o interagire con lei, quasi che l'unico a vederla sia proprio lui. Insomma, il ragazzo dovrà scoprire la verità su Mei e sulla misteriosa maledizione che aleggia sopra al liceo di Yomiyama.
Torniamo nella narrazione di genere shōnen con Another, un thriller a tinte sovrannaturali, basato su un libro di Yukito Ayatsuji (avevo recensito il suo esordio I Delitti della Casa Decagonale QUI) e adattato dal mangaka Hiro Kiyohara. Come per Ossa - Stand by Me, My Dear, siamo di fronte a un'opera che segue alla perfezione i dettami della declinazione del mistery di stampo giapponese: trama cervellotica e accattivante, narrazione che continua ad accumulare situazioni e personaggi e finale con un twist che cambia totalmente la prospettiva sull'intero racconto. Idealmente il manga si può dividere in due parti: il primo volume è dedicato alla soluzione del mistero riguardante Mei e alla scoperta della maledizione che grava sul liceo Yomiyama, mentre il secondo è dedicato agli sforzi di Suikaba per sfuggire alla maledizione e per risolvere il mistero che ha portato alla sua creazione (ovvero la morte di Misaki 26 anni prima).
Diciamolo subito, Another è semplicemente un'opera di buon intrattenimento, che, al pari dei manga fumettistici basati sui libri di Uketsu, soffre un po' il fatto di essere un adattamento di un altro media, in particolare per quanto riguarda la gestione del ritmo, estremamente compassato per circa tre quarti e poi eccessivamente compresso (e un pelino confusionario) quando c'è da tirare le fila per arrivare al finale. Insomma, Hiro Kiyohara, in più di un momento sembra allungare un po' il brodo con episodi riempitivi che sfruttano le classiche dinamiche dei manga shōnen ambientati al liceo per arrivare ai quattro tankōbon; quando invece si avvicina la conclusione, l'autore sembra un po' smarrire le redini del racconto, non riuscendo inoltre a costruire in modo convincente il twist finale (peraltro non esattamente originale). A reggere la narrazione sono quindi le buone idee di Yukito Ayatsuji, abile nel plasmare una serie di misteri concatenati che agganciano il lettore per tutta la durata del fumetto. Una menzione anche per i disegni di Hiro Kiyohara, che si rivelano essere di buon livello con un fan service appena accennato [nonostante sia presente in modo massiccio il feticismo tutto giapponese per le bende sugli occhi] e che risulta vincente in virtù soprattutto di un character design azzeccato. In definitiva, Another è un'opera discreta: i misteri alla base del fumetto sono accattivanti e ben gestiti, ma il mangaka Hiro Kiyohara mostra qualche indecisione nella gestione della trama, diluendo un po' troppo la narrazione nella parte centrale e comprimendola troppo nella parte conclusiva. Se amate i thriller sovrannaturali giapponesi basati su maledizioni e fantasmi, dateci tranquillamente una lettura.
I due volumi della "New Edition" di Another sono disponibili nei maggiori store online di libri in formato fisico; è inoltre disponibile la versione digitale del fumetto. L'edizione italiana è stata curata da Star Comics. I volumi sono anche disponibili in fumetteria e nelle librerie di varia, ovviamente.
