Batman: Caped Crusader - Stagione 2 (Recensione)

 Un banner per la seconda stagione della serie animata Batman Caped Crusader

Recensione a cura di Albyrinth - tutte le immagini sono copyright degli aventi diritto

Note Importanti: 

  1. Questo articolo potrebbe contenere alcuni SPOILER minori riguardanti la seconda stagione della serie animata Batman: Caped Crusader. Grazie.
  2. Potete trovare la recensione della prima stagione dello show QUI.
Abbastanza a sorpresa e senza particolare battage pubblicitario, a fine luglio è arrivata l'attesa seconda stagione di Batman Caped Crusader, lo show animato curato dal leggendario Bruce Timm che catapulta la figura di Batman in un vero e proprio Elseworlds ambientato negli anni '40; ma sarebbe forse più corretto dire all'interno di un vero e proprio film noir, vista la quantità di omaggi e riferimenti al cinema in bianco e nero, oltre che agli esordi fumettistici del personaggio. Dopo una prima stagione convincente, nonostante alcuni problemi e alcune puntate meno a fuoco, questi dieci nuovi episodi confermeranno quanto di buono visto sinora? A tratti sì, anche se non tutto gira per il verso giusto e, in particolare, convincono poco un paio di reinterpretazioni di classici villain batmaniani.

Un'immagine promozionale della seconda stagione di Batman Caped Crusader

Gangster Sanguinari e Terroristi Spietati

In seguito ai fatti raccontati nell'ultimo episodio della prima stagione, il gangster Rupert Thorne è stato arrestato ed è in attesa di processo. La sua rete di corruzione è però talmente ampia che solo la testimonianza di un suo ex-collaboratore potrebbe incastrarlo. Motivo per cui Rupert incarica uno dei suoi sgherri, Edward Nygma, di ucciderlo prima di potersi sedere al banco. A difendere la vita del testimone toccherà ovviamente a Batman, che però dovrà vedersela con una minaccia molto più potente di quanto avesse previsto. Le conseguenze di quella violenta nottata saranno molto importanti per Gotham, che sarà messa a ferro e fuoco dalla sete di sangue e potere di Nygma mentre, dietro le quinte, si muove una minaccia ancora più letale, un misterioso terrorista con la faccia dipinta di bianco che sta portando avanti un misterioso progetto per distruggere la città. Oltre a queste minacce, Batman e le forze di polizia di Gotham dovranno vedersela con pericolose figure volanti, mortali esperimenti con neurotossine, una misteriosa femme fatale spuntata dal nulla e pure uno psicopatico che ama congelare le proprie vittime con l'azoto liquido!

Due dei villain presenti nella seconda stagione di Batman Caped Crusader
Edward Nygma e la Misteriosa Thorn

Una Buona Conferma

Da un lato, la seconda stagione di Batman: Caped Crusader conferma le sensazioni positive avute con la prima, con anzi un discreto miglioramento nella fluidità delle animazioni e un maggiore coraggio per rendere la serie più matura e violenta; dall'altro mostra alcune criticità, soprattutto nella gestione dei comprimari e del dualismo Batman-Bruce Wayne e in alcune reinterpretazioni non troppo azzeccate, su tutte quella di Edward Nygma. 
Ma andiamo con ordine. Innanzitutto, la struttura di base della serie rimane immutata, con la stagione che si può dividere idealmente in due blocchi: il primo segue l'ascesa criminale di Nygma prima e la mortale minaccia del Joker poi, mentre il secondo è rappresentato da episodi autoconclusivi dove, in ognuno, è reinventato un personaggio dell'universo batmaniano, ovvero Firefly, Mister Freeze, lo Spaventapasseri, il Cappellaio Matto e lo Spettro. Mentre le puntate che portano avanti la cosiddetta trama orizzontale sono sicuramente le più riuscite e appassionanti, quelle autoconclusive spesso appaiono dei meri riempitivi, con trame fin troppo semplici e spesso compresse, con l'eccezione di quella dedicata a Jim Corrigan, ovvero lo Spettro (scritta da un grande veterano dei comics come J.M. DeMatteis), che, pur nella sua linearità, è invece davvero deliziosa. Insomma, l'impressione è di trovarsi di fronte a uno show che procede a due marce differenti: certo, la scarsa durata di ogni episodio (tra i 20 e i 30 minuti) evita la trappola della noia anche per i momenti meno riusciti, ma l'incapacità di sfornare puntate autoconclusive significative è forse la mancanza più grande di Batman: Caped Crusader, soprattutto quando la si paragona a Batman: The Animated Series.


Un Elaborato Gioco di Ombre e Rimandi

Animazione Meno Estrosa, Ma Più Solida

Dal punto di vista della qualità delle animazioni, si nota una sostanziale differenza rispetto alla prima stagione: nel primo blocco di episodi si notava una cura sicuramente maggiore per ambientazioni e scenografie, volta a ricreare l'effetto da film noir, con in più alcuni arditi, quanto riusciti, omaggi al cinema espressionista tedesco, soprattutto quando gli interni puntavano all'astrattismo; a queste scelte di design audaci, però, non sempre si accompagnava una qualità delle animazioni all'altezza, con qualche problema di fluidità nelle scene d'azione e un lavoro frettoloso per quanto riguarda l'unione di animazioni 2D e 3D. Questa seconda stagione, pur rimanendo piuttosto stilosa e curata, punta decisamente più al sodo, rinunciando in parte all'effetto "wow" e all'omaggio forbito a tutti i costi, ma curando maggiormente la fluidità e qualità generale delle animazioni , che qui risultano impeccabili. Anche la composizione degli stili di disegno funziona molto meglio e il character design si è fatto decisamente più armonioso e meno estremo. Insomma, questi dieci nuovi episodi rinunciano [anche a livello di sceneggiatura, a dire il vero] in parte al giochino intellettuale dell'easter egg forbito per concentrarsi meglio sulla sostanza: a guadagnarci sono sicuramente le scene d'azione, decisamente più curate e ispirate in questa seconda stagione.

il commissario Gordon e la detective Montoya
Sembra Ketchup, Ma Non È...

Blood-Bat

[Ormai dovreste averci fatto il callo ai miei giochini stupidi di parole, comunque scusate, non ce la faccio a resistere].
Uno dei maggiori difetti della prima stagione era il non avere saputo trovare un pubblico di riferimento preciso. Nelle parole di Bruce Timm, la serie avrebbe dovuto avere un taglio adulto per atmosfere e violenza, ma, a dire il vero, questo lo si era notato solo nelle ultime due puntate finali che chiudevano la storyline di Due Facce, mentre il resto delle puntate sembravano ancora ancorate a un taglio più adolescenziale, che strideva con il tipo di ambientazioni e di situazioni. Con questo secondo blocco di dieci episodi le cose cambiano sin da subito: già dalla prima puntata si nota una quantità di cattiveria e violenza nettamente superiore, ma, soprattutto, una quantità di sangue assolutamente inaspettata! Abbiamo criminali investiti che esplodono in nuvole rosse, assassini che dipingono murales con il sangue, criminali crivellati di colpi, poveracci congelati vivi e pure il povero Batman che viene pugnalato e tagliuzzato ripetutamente! Insomma, non c'è dubbio che, arrivati a questo punto, Bruce Timm ha mantenuto la promessa di realizzare uno show libero dalle restrizioni imposte da un network, spingendo Batman: Caped Crusader in territori forse ancora più maturi rispetto ai vari film animati che adattavano le più importanti storyline a fumetti. È altrettanto vero che non basta il coraggio di avere realizzato un Batman realmente più maturo a mascherare i difetti della serie.

I personaggi di James e Barbara Gordon nella serie animata Batman Caped Crusader
Barbara e James Gordon

Da Protagonisti a Comprimari 

Dove invece la seconda stagione di Batman: Caped Crusader si è rivelata deficitaria è, invece, nella gestione dei comprimari. Nel primo blocco di episodi, grazie anche alla presenza del fumettista Ed Brubaker, gli agenti della polizia di Gotham (in particolare la detective Montoya), il Commissario Gordon, sua figlia Barbara e lo stesso Alfred avevano un ruolo quasi da co-protagonisti, dividendosi quasi equamente il tempo sullo schermo con il Pipistrellone. In questa seconda stagione, tolti un paio di episodi autoconclusivi che incentrati maggiormente su Barbara e sulla detective Montoya, lo spazio destinato a questi personaggi è decisamente calato, a favore di un maggiore minutaggio destinato alle tante (e comunque valide) scene d'azione. È un peccato, tutto sommato, perché uno dei maggiori pregi della prima stagione era stata appunto la coralità e l'ottima caratterizzazione di tutti i personaggi principali, che qui, pur sempre presenti, sono decisamente più sullo sfondo. 
Oltre a questo, sottolineo anche quella che è una colpa grave: l'avere praticamente fatto sparire Bruce Wayne. Bruce appare pochissimo, giusto in un paio di scambi con Alfred e, per il resto, l'alter ego di Batman viene utilizzato come una versione in borghese del Pipistrellone per permettergli di continuare le indagini sotto copertura. Così facendo, però, si rende Batman un personaggio bidimensionale e stereotipato, annullando il suo lato più umano e puntando tutto solo sull'eroe animato a un ferreo senso della giustizia. Pur in uno show animato caratterizzato da puntate molto veloci, credo che sia un difetto sostanziale adagiarsi pigramente sulle caratteristiche archetipiche del personaggio, rinunciando ad evolverlo.

Il personaggi di Edward Nygma in Batman Caped Crusader
Più Che Sparare Battute e Ritornelli, L'Enigmista Spara e Basta...

I Villain Principali

Non potevo non parlare di quelli che sono i due villain principali di questa seconda stagione di Batman: Caped Crusader, ovvero Edward Nygma, l'Enigmista, e, ovviamente, il Joker. Per quanto riguarda il primo, ho sentimenti molto contrastanti. Da un lato è innegabile che il personaggio di un potente gangster sadico e totalmente fuori controllo con perennemente in mano una tommy gun che adora crivellare di colpi chiunque con un sorriso stampato sulla bocca è un classico della cinematografia noir che ci sta a pennello in una serie come questa; anche la caratterizzazione, sopra le righe e alquanto irritante è perfetta, così come la conclusione a sorpresa della storyline in un episodio quasi hitchcockiano. Il vero problema è l'avere appiccicato a un personaggio di questo tipo il nome dell'Enigmista: Edward Nygma, infatti, credo che dica un solo indovinello in tutta la serie e, senza particolare ragione, disegna un punto interrogativo con le pallottole, oltre a vestirsi di verde. Davvero troppo poco per giustificare l'utilizzo del nome e dell'identità di uno dei villain più famosi e iconici di Batman, quando si poteva tranquillamente utilizzare il nome di qualcuno della famiglia Falcone, per rimanere nell'ambito dell'omaggio ai fumetti.

Il personaggio del Joker nella serie animata Batman Caped Crusader
Un Joker Alquanto Sfuggente e Misterioso
Per quanto riguarda il Joker, invece, è stato svolto un lavoro sicuramente più di fino. Introdotto sin dalla primissima puntata della seconda stagione, la sua è una presenza inquietante e sfuggente che lavora dietro le quinte per un misterioso obiettivo, che scopriremo poi essere la distruzione di Gotham e il genocidio dei suoi abitanti. In questo caso, sono stati bravi gli sceneggiatori a centellinare le sue scene e creare un alone di mistero e inquietudine attorno alla sua figura. Fortunatamente, quando è l'ora di svelare le carte, il personaggio non tradisce le aspettative in una versione piuttosto originale: a differenza del classico pazzoide isterico e sopra le righe, in Batman: Caped Crusader il Joker si presenta come un individuo estremamente controllato, che non ride (quasi) mai e che parla in modo lento e con un inedito accento tedesco [possibile indizio sulla sua origine nella Germania nazista?]. Un terrorista senza alcuna morale e rimorso, capace di uccidere centinaia di miglia di persone senza battere ciglio e con un totale autocontrollo. Insomma, una versione molto differente rispetto a quella a cui siamo abituati e che, però, funziona molto bene, soprattutto nel penultimo episodio, dove viene sfruttato lo stereotipo del villain sempre avanti due passi rispetto al povero Batman. Quando poi arriva l'ovvio momento della lotta tra Batman e il Joker che chiude la stagione, le cose si fanno sicuramente più scontate con il classico scontro fisico senza esclusione di colpi affiancato dal classico scontro dialettico. Ed è qui che la sceneggiatura perde un po' della sua originalità, con il Joker che sostiene che loro due sono due facce della stessa medaglia e Batman che ribadisce con fermezza il proprio compasso morale come differenza fondamentale. Tutto un po' già visto, per quanto sempre efficace.

Lo Spettro contro Batman nella seconda stagione di Batman Caped Crusader
Batman e lo Spettro

In Conclusione

Il ritorno dello show animato Batman: Caped Crusader è stato sicuramente positivo: rispetto alla prima stagione, l'impressione è che il team dietro alla serie abbia deciso di badare più alla sostanza, sia per quanto riguarda le animazioni, con scenografie e fondali meno stilosi e curati, ma una fluidità decisamente maggiore, e per l'avere messo relativamente da parte i tantissimi omaggi forbiti al cinema anni '30 e '40 per concentrarsi sulle storie. Contemporaneamente, lo show sembra avere trovato finalmente il suo target, con una quantità di sangue e violenza esplicita francamente inattesa per una versione animata di Batman. Per contro, oltre ad avere perso in parte quella patina fascinosa e intellettuale che lo rendeva davvero un prodotto unico nel suo genere, la serie non riesce a mantenere una qualità costante lungo i dieci episodi: generalmente ottimi quelli legati ai due villain principali, piuttosto dimenticabili quelli autoconclusivi, a parte quello dedicato allo Spettro. A questi fattori si aggiunge una gestione meno brillante dei tanti comprimari e l'avere "sprecato" un villain importante come l'Enigmista con un personaggio che, invece, c'entrava poco.  
Una piccola nota riguardante il futuro della serie: al momento della stesura di questa recensione non è stato comunicato nulla da Prime Video, che produce lo show. Di certo, la mancanza di un battage pubblicitario adeguato (c'è stato giusto il rilascio di un videogioco dedicato alla serie), unito al destino infausto di uno show dalle caratteristiche molto simili (ma indubbiamente molto più costoso) come Spider-Noir, cancellato dopo una sola stagione, mi rende piuttosto pessimista. Sarebbe comunque un peccato, dal momento che, nonostante alcuni difetti, Batman: Caped Crusader rimane uno show di buona qualità: forse non il vero erede di Batman: The Animated Series come lo avevo frettolosamente giudicato nella recensione della prima stagione, ma un elseworlds godibilissimo e realizzato con tanta passione.

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