Mastodon - Marrow Deep (Recensione)

 

Recensione a cura di Albyrinth - tutte le immagini, e la musica, sono copyright degli aventi diritto

Non c'è dubbio che Marrow Deep, nono album di una carriera che ha ormai toccato il quarto di secolo (l'EP Lifesblood è uscito nel 2001), sia un disco molto importante per il prosieguo dei Mastodon. L'anno scorso, infatti, si è consumato il divorzio con il chitarrista e fondatore Brent Hinds, avvenuto dopo anni in cui il rapporto con la band si era piano piano deteriorato sia sul piano artistico che sul piano personale, fino ad arrivare all'inevitabile (e doloroso) punto di rottura [Nota: gli stessi Troy, Brann e Bill hanno affrontato l'argomento con molta sincerità nel sentito documentario The Mastodon in the Room, che consiglio di vedere]. Pochi mesi più tardi, si verificò l'incidente mortale con la moto che si è portato via per sempre Brent, lasciando la formazione di Atlanta psicologicamente distrutta. Così, quello che pareva essere il piano iniziale, continuare come trio con session man alla chitarra aspettando di ricucire con il Brent, si è trasformato in una situazione permanente, che ha convinto Troy, Brann e Bill ad accogliere ufficialmente due nuovi membri in formazione, ovvero il chitarrista Nick Johnston e il tastierista João Nogueira, che hanno anche contribuito alla stesura di alcune delle tracce presenti nel nuovo disco.

Una foto con tutti i membri dei Mastodon
La Nuova Line-Up
Marrow Deep, quindi, non è solo il nuovo album dei Mastodon, ma è anche uno snodo fondamentale nella carriera della band di Atlanta, una ripartenza dopo anni molto complicati [oltre alla faccenda riguardante Brent, anche Brann Dailor ha perso recentemente la madre a cui era molto legato]. Per tutti questi motivi era difficile aspettarsi un album di rottura o un ritorno prepotente alle sonorità del passato e, infatti, Marrow Deep è un album di transizione, sicuramente un po' conservativo dal punto di vista creativo: un classico disco di mestiere, peraltro abbastanza eterogeneo, che cita più o meno consapevolmente vari momenti della carriera della formazione di Atlanta, compreso un ritorno di alcuni riff e strutture più pesanti, assenti ormai da qualche anno. Insomma, per ripartire, i Mastodon sono andati sul sicuro, puntando tutto sul songwriting e sui punti di forza del loro sound: se Marrow Deep probabilmente non potrà competere coi capolavori del passato (sostanzialmente il poker d'assi che ha aperto in modo fulminante la loro carriera), rimette la band sui giusti binari dopo due album controversi come Emperor of Sand (un tentativo di tornare al sound di Crack The Skye risultato - a parer mio -troppo prolisso) e Hushed and Grim (troppo lungo e con un sound a cui mancava una certa iniezione di energia). 

Un particolare della copertina di Marrow Deep dei Mastodon, contenente un omaggio a Brent Hinds
Il Bell'Omaggio a Brent Presente Sulla Copertina
L'inizio dell'album è quantomeno interlocutorio: non che ci siano brutti pezzi o disastri, ma c'è sempre qualcosa che non funziona perfettamente. In "Barbarian Blood" c'è un bel riff grasso e le ottime percussioni dell'ospite Ben Koller (Converge), ma poi il brano non riesce a deflagrare come dovrebbe (anche per colpa di linee vocali poco efficaci). In "Poisonous Weapons" convincono poco sia il riff portante che la parte centrale. Il primo singolo "Your Ghost Again" [canzone che ha un testo molto significativo e che parla apertamente dei sentimenti provati dalla band dopo la morte di Brent] ricorda fin troppo "Pushing the Tides", che era stato l'equivalente del precedente disco, Hushed and Grim e non graffia, soprattutto in una sezione strumentale stranamente (per gli standard dei Mastodon) poco azzeccata. Lo stesso problema lo si percepisce anche con il secondo singolo "Snakes for Dinner": buono il riff e più che discreto il ritornello affidato a un Brann finalmente in palla, ma poi il brano si spegne in una parte strumentale noiosa e una coda finale superflua, affidata alla voce dell'ospite Josh Homme. Infine "Out Like a Lamb" è un'altra traccia che ricorda un po' lo stile di The Hunter, ma che non riesce mai a ingranare appieno.

Un fotogramma tratto dal video animato di In The Ruins dei Mastodon
Un Fotogramma dal Video di In The Ruins
Fino a questo punto Marrow Deep si è rivelato essere una piccola delusione, ma, fortunatamente, a partire dalla sesta traccia, i Mastodon cambiano decisamente marcia. Il terzo singolo "In The Deep" è decisamente il più riuscito, con le sue atmosfere che rimandano a Once More Round The Sun [album che personalmente adoro, ma che sembra ostracizzato da buona parte della fan base], tra una bella ed evocativa strofa bene interpretata da Troy, la bella accelerazione nel bridge e un ritornello immediato e accattivante. La successiva "They're Coming For You" è forse il brano più progressivo ed imprevedibile del lotto con una lunga sezione strumentale piazzata all'inizio dove a farla da protagonista è il nuovo tastierista João Nogueira e uno svolgimento su ritmi nervosi, ben sorretto dalle valide interazioni tra le voci di Brann e Troy. "Golden Spires" è un brano energetico e compatto, anch'esso ben giocato sulle interazioni dei due cantanti (quando canta Troy i ritmi si alzano, quando canta Brann si abbassano) e sulle ritmiche tirate e nervose. 

Un artwork alternativo per il singolo Your Ghost Again dei Mastodon
Artwork per il Singolo Your Ghost Again
Il meglio, però, Marrow Deep, lo riserva per il finale: con "Moth And Bone" tornano le atmosfere malinconiche del precedente lavoro Hushed and Grim, ma la traccia risulta molto a fuoco in virtù di un songwriting azzeccato e giocato tra i contrasti tra strofa caratterizzata da melodie quasi bucoliche e un ritornello semplice quanto efficace. "A Vampire's Demeanor" è la canzone più cattiva e pesante del lotto, in virtù sia di un riff che ricorda molto da vicino quelli del capolavoro Leviathan (in particolare la celeberrima "Blood And Thunder"), sia per le ottime comparsate di Randy Blythe dei Lamb of God e Nate Newton dei Converge [cosa che non stupisce troppo, visto che in cabina di produzione c'è Kurt Ballou]. Introdotta da un sontuoso e riconoscibilissimo giro di basso del leggendario Geezer Butler, "The Vanishing" è un pezzo psichedelico e progressivo molto ricercato, che ricorda certi passaggi di Crack The Skye: la canzone è graziata da ottime melodie, linee vocali azzeccatissime (grazie anche al cameo dell'amico Joe Duplantier dei Gojira) da una sezione strumentale impressionante: probabilmente la traccia dove vengono fuori al meglio la classe e le capacità tecniche della formazione americana. Chiude l'album "The Three Fates", la traccia più lunga del disco (quasi 8 minuti) caratterizzata da un'atmosfera tesa e nervosa, in cui fa capolino la parte narrata con estrema enfasi da Neil Fallon dei Clutch, che così sostituisce Scott Kelly, ai tempi ospite fisso dei dischi dei Mastodon con un ruolo molto simile [per chi non lo sapesse, Scott è stato estromesso dai Neurosis per i comportamenti violenti avuti dal musicista nei confronti della sua famiglia]: la canzone ha anche il suo perché, ma si affloscia fatalmente nella poco azzeccata parte strumentale, che pare quasi studiata per mettere sotto i riflettori i due nuovi innesti Nick JohnstonJoão Nogueira.

Un fotogramma tratto dal documentario The Mastodon in the Room
Bill, Brann e Troy Nel Documentario The Mastodon in the Room
Arriviamo così alla conclusione di Marrow Deep, uno snodo importante nella carriera dei Mastodon: non era affatto scontato che la band di Atlanta riuscisse a reagire al lutto della perdita di Brent Hinds, peraltro avvenuta poco dopo un doloroso split, e, invece, l'abum generalmente funziona e ci mostra una formazione in palla. Certo, alla fine Marrow Deep risulta un disco di transizione dove i Mastodon hanno giocato sul sicuro, citando più o meno consapevolmente vari brani lungo tutta la loro ultra-ventennale carriera, alcune volte (ovvero nella prima metà dell'album) con risultati non sempre soddisfacenti, altre volte (in particolare nello splendido trittico "Moth-Vampire-Vanishing") con un songwriting decisamente più a fuoco. Più in generale, avrei tolto due o tre brani dalla scaletta per accorciare la durata ai 50 minuti canonici (che è la durata media di tutti i lavori dei Mastodon escluso Hushed and Grim), magari anche sforbiciando qualche secondo dalle parti strumentali meno riuscite, in modo da rendere il disco più scorrevole e snello. 

Un'altra foto promozionale dei Mastodon con i due nuovi innesti Nick e Joao
Un'Altra Foto Promozionale
Una piccola menzione per i due nuovi membri della band: il chitarrista Nick Johnston mostra un'indubbia preparazione tecnica e tutto sommato se la cava bene offrendo una prestazione senza sbavature e con un ovvio timore reverenziale verso le linee di chitarra di Brent Hinds: a parte un paio di assoli più acidi, però, la sensazione è quella del compitino eseguito senza errori. Discorso differente per il nuovo tastierista João Nogueira, la cui presenza è sicuramente più sostanziale, ma che sembra essere un elemento ancora non perfettamente integrato nel sound dei Mastodon: alcune volte funziona molto bene (in particolare su "The Vanishing"), in altri momenti le sue tastiere sembrano un po' appiccicate alle chitarre.
In definitiva, Marrow Deep è un buon disco che ci mostra una band che ha saputo reagire alla separazione e alla morte dal fondatore Brent Hinds, il cui spirito, come ribadito nella canzone "Your Ghost Again", aleggia indubbiamente ancora sulle composizioni dei Mastodon tanto nelle melodie della chitarra che nelle linee vocali. Un album di transizione e di mestiere, ma anche una dichiarazione di intenti assolutamente necessaria dopo anni così complicati e sofferti; il risultato finale è un lavoro di buona qualità, più centrato e azzeccato [e aggressivo!] rispetto ai due precedenti dischi.

Marrow Deep è disponibile in formato digitale e fisico sul sito ufficiale dell'etichetta Loma Vista Recordings. E' inoltre disponibile in formato fisico e digitale su tutti i maggiori store online. Il disco è ovviamente inoltre disponibile su tutti i maggiori servizi di musica in streaming, oltre che sulla Pagina Bandcamp della band. Per maggiori informazioni, visitate il Sito Ufficiale della band.

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