Recensione a cura di Albyrinth - tutte le immagini sono copyright degli aventi diritto
Nota Importante: Questo articolo contiene alcuni SPOILER riguardanti la seconda stagione della serie Daredevil Rinascita; per quanto possibile, tenterò di evitare di rivelare troppo sui tanti colpi di scena che caratterizzano gli ultimi tre episodi della stagione. Grazie.
La Prima Stagione di Daredevil Rinascita si era conclusa col botto, con un episodio tesissimo dove Wilson Fisk prendeva il totale controllo di New York, dando il via a una mortale e sanguinosa caccia all'uomo volta a eliminare per sempre la sua nemesi, Matt Murdock. La curiosità di vedere come lo showrunner Dario Scardapane abbia deciso di portare avanti la storia, finalmente libero dai gravosi compiti di riciclo del materiale girato per la prima versione dello show, era molta e devo dire che, sfruttando un canovaccio tanto noto e classico, quanto sempre efficace, abbia fatto centro, almeno per quanto riguarda i primi, ottimi, cinque episodi. Poi non tutto va per il verso giusto quando c'è da tirare le fila e preparare il terreno per la terza e conclusiva stagione, ma Daredevil Rinascita rimane comunque uno show di qualità, degno sequel della serie uscita originariamente su Netflix.
Daredevil Clandestino!
A seguito dell'istituzione della Anti-Vigilante Task Force, sostanzialmente una milizia al completo servizio del sindaco Wilson Fisk (interpretato da un sempre grande Vincent D'Onofrio) che opera violentemente al di sopra della legge, Matt Murdock (interpretato da Charlie Cox) e Karen Page (interpretata da Deborah Ann Woll) hanno dovuto rifugiarsi nella clandestinità mettendo in piedi una fragile quanto complicata rete di ribelli per abbattere l'ex-Kingpin. L'AVTF, però, non solo ha il compito di arrestare i cosiddetti vigilanti, ma anche di garantire i traffici illeciti dello stesso sindaco di New York tramite il porto che ha creato. A rovinargli i piani sarà lo stesso Daredevil, che intercetta una nave carica di armi clandestine, il cui intervento causa indirettamente il naufragio della barca stessa: inizia così una corsa contro il tempo in cui Fisk vuole recuperare le armi e Daredevil recuperare prove compromettenti per incriminare il sindaco. A rendere tutto più complicato ci saranno però variabili imprevedibili come il viscido ed enigmatico agente della CIA Mr. Charles (un personaggio nuovo di zecca interpretato da Matthew Lillard), lo psicopatico e letale Bullseye (interpretato da Wilson Bethel) in cerca della sua vendetta contro la famiglia Fisk e, infine, il ritorno di Jessica Jones (interpretata da Krysten Ritter). Inutile dire che lo scontro tra le fazioni diverrà sempre più intenso, con conseguenze drammatiche e sanguinose.
Un Inizio di Grande Qualità
Dove la seconda stagione di Daredevil dà il meglio di sé è sicuramente nei primi cinque episodi che indubbiamente non brillano per il loro ritmo trascinante, centellinando tra l'altro le scene d'azione (sempre girate in modo molto rigoroso e stiloso, comunque), ma che svettano grazie a un ottimo lavoro di scrittura. La narrazione segue tanti personaggi, dedicando a ognuno di essi il giusto tempo e cuocendo tutto a fuoco molto lento, ma portando avanti la trama in modo coerente e mantenendo sempre una certa tensione di fondo. Come già successo nella prima stagione, a reggere la scena è il confronto tra Kingpin e Daredevil, e a entrambi i personaggi è concesso un ampio minutaggio. Anzi, a ben vedere, è il personaggio interpretato da Vincent D'Onofrio a prendere il sopravvento, anche in virtù di una trama che lo vede molto più coinvolto rispetto al Daredevil di Charlie Cox (per forza di cose confinato dalla clandestinità del personaggio). Insomma, c'è un ottimo lavoro di caratterizzazione di base dei protagonisti e dei comprimari, la sceneggiatura puntuale, la regia è sempre professionale e curatissima (si veda per esempio la scena nella caffetteria con protagonista Bullseye) e la narrazione è arricchita da tanti piccoli dettagli di classe, siano essi cromatismi, simmetrie, richiami ad altri film o alle stagioni passate.
Un Trittico Finale Con Qualche Incertezza
I problemi, invece, arrivano quando Dario Scardapane deve, per forza di cose, accelerare il ritmo, sia per potere inserire quelle scene d'azione che è ovvio attendersi da una serie Marvel, sia per chiudere il cerchio me apparecchiare la tavola per quella che sarà la terza, e ultima, stagione. Il problema è che lo showrunner sembra quasi farsi prendere la mano e inizia a inanellare una seria di scene madri [di cui non posso purtroppo parlare nel dettaglio per evitare odiati spoiler], incluse anche un paio di morti decisamente inaspettate, anche efficaci prese singolarmente, ma forse un po' ridondanti se messe una di fila all'altra, soprattutto nell'ultimo episodio, davvero troppo denso di eventi. Giusto per capirci (senza svelare più del necessario): abbiamo un emozionante scontro dialettico all'interno di un aula di Tribunale, una tesissima scena d'azione e, come se non bastasse, la classica rivolta popolare. Alla fine, ognuna delle scene aggiuntive sembra quasi togliere potenza alla precedente, fino ad arrivare a un finale sì utile per il prosieguo della serie con un nuovo status quo, ma anche un po' forzato, che sembra un po' vanificare il lavoro certosino di costruzione. In tutto questo, c'è da segnalare il ritorno del personaggio di Jessica Jones (sempre interpretata da Krysten Ritter), che, però, pare quasi un elemento esterno alla narrazione, inserito più come easter egg per i vecchi spettatori delle serie Netflix e per aumentare le "quote rosa" che per reale utilità.
Il cast sul tappeto rosso
Una Serie Corale
Se il focus della serie è sempre fisso su Kingpin e Daredevil, dove questa stagione brilla maggiormente è nella gestione dei tanti comprimari. Potrebbe sembrare il classico mezzo per allungare il brodo per arrivare al fatidico numero di otto episodi, ma in realtà Dario Scardapane e il team di sceneggiatori sono stati bravi a farci affezionare a personaggi minori, raccontandone l'evoluzione durante i drammatici fatti che caratterizzano questa seconda stagione e gettando i semi per quella che sarà il blocco di episodi conclusivi (mi riferisco in particolare alla sottotrama relativa alla Dottoressa Glenn, che, però, risulta anche essere quella più forzata e incoerente). In particolare, ho apprezzato molto la trama che coinvolge Daniel (interpretato da Michael Gandolfini) e B.B. Urich (interpretata da Genneya Walton), classica storia di dannazione e redenzione, che però colpisce decisamente duro e rappresenta forse il momento più emozionante degli otto episodi. Aldilà di tutto, ancora di più con due protagonisti così "ingombranti" e carismatici, non era minimamente scontato che il team di sceneggiatori riuscisse a caratterizzare in modo così brillante i tanti comprimari ed è decisamente uno dei punti di forza di questo reboot.
La Caratterizzazione di Matt
Se la caratterizzazione ed evoluzione del personaggio di Wilson Fisk è tutto sommato coerente (nonostante un paio di esagerazioni nel trittico finale di episodi), grazie anche al solito lavoro di fino di Vincent D'Onofrio, la rappresentazione del personaggio di Matt Murdock è sicuramente più controversa. In realtà si tratta di un problema "storico", visto che ha impattato anche la serie Netflix, in particolare nel bilanciare il lato più solare con quello più oscuro, la necessità dell'azione e della violenza a contrasto con la morale ferrea. Nelle tre stagioni su Netflix, per quanto valide, la tendenza era sempre stata quella di estremizzare uno dei lati della personalità di Daredevil in modo da renderla funzionale alla trama raccontata.
Nei primi episodi di questa seconda stagione ho trovato interessante l'approccio al personaggio, quasi contento della sua condizione di clandestinità, svincolato dai gioghi imposti dalla sua identità civile e finalmente libero di potere dare sfogo alla sua sete d'azione nei panni di Daredevil: una scelta narrativa ben riassunta dagli esagerati sorrisi di Matt mentre spezza arti agli sgherri di turno. I problemi arrivano invece nel secondo blocco di episodi, dove, per accentuare il contrasto con le azioni sempre più violente e inumani di Kingpin, Daredevil si trasforma in un novello San Francesco che rischia la propria incolumità per salvare tutti, amici, passanti e pure i suoi peggiori nemici. Senza svelare troppo, quella che era già risultata la scelta narrativa più debole della prima stagione viene replicata per ben due volte, facendo cadere il personaggio quasi nel patetismo, oltre che nel manicheismo. Va benissimo rimarcare come uno dei tratti caratterizzanti sia la sua morale di ferro, ma, purtroppo, nel finale di stagione si finisce per tirare così tanto la corda da spezzarla, ancora di più in una serie pensata per un pubblico adulto e moralmente ambigua come questa.
Nei primi episodi di questa seconda stagione ho trovato interessante l'approccio al personaggio, quasi contento della sua condizione di clandestinità, svincolato dai gioghi imposti dalla sua identità civile e finalmente libero di potere dare sfogo alla sua sete d'azione nei panni di Daredevil: una scelta narrativa ben riassunta dagli esagerati sorrisi di Matt mentre spezza arti agli sgherri di turno. I problemi arrivano invece nel secondo blocco di episodi, dove, per accentuare il contrasto con le azioni sempre più violente e inumani di Kingpin, Daredevil si trasforma in un novello San Francesco che rischia la propria incolumità per salvare tutti, amici, passanti e pure i suoi peggiori nemici. Senza svelare troppo, quella che era già risultata la scelta narrativa più debole della prima stagione viene replicata per ben due volte, facendo cadere il personaggio quasi nel patetismo, oltre che nel manicheismo. Va benissimo rimarcare come uno dei tratti caratterizzanti sia la sua morale di ferro, ma, purtroppo, nel finale di stagione si finisce per tirare così tanto la corda da spezzarla, ancora di più in una serie pensata per un pubblico adulto e moralmente ambigua come questa.
Kingpin Colpisce Ancora!
Aldilà dei colpi di scena e delle caratterizzazioni, c'è un fattore che mi ha decisamente colpito in questa seconda stagione di Daredevil Rinascita, ovvero il fatto che segua in modo sorprendentemente puntuale il canovaccio della saga di fantascienza più famosa di tutti i tempi, ovvero Star Wars. Esattamente come ne L'Impero Colpisce Ancora, abbiamo i protagonisti ridotti a una situazione di totale clandestinità, costantemente braccati dagli sgherri comandati dal villain, mentre cercano comunque di portare avanti la ribellione. Allo stesso modo, il colpo di scena finale, in particolare il destino di uno dei personaggi principali, è speculare a quello di uno dei protagonisti di Star Wars alla fine del secondo film. Difficile capire se l'omaggio sia stato voluto o inconscio [nel primo caso credo che gli sceneggiatori avrebbero inserito qualche easter egg per rendere palese il giochino citazionistico], ma trovo molto interessante constatare come, a distanza di quasi 50 anni, il canone della saga partorita da George Lucas, per quanto essa stessa un agglomerato di schemi narrativi, risulti ancora valido e sia ancora sfruttato e aggiornato con efficacia.
Il Sottotesto Politico
Ne avevamo già parlato nella recensione della prima stagione, era praticamente impossibile non fare il paragone tra l'ascesa politica di Wilson Fisk e quella dell'attuale Presidente degli Stati Uniti, in particolare quasi un rimando alla prima elezione del 2016. Se lì il riferimento però era tutto sommato "tangenziale", in questa seconda stagione direi che il sottotesto politico è decisamente più presente e mirato. È impossibile non collegare gli atti violenti e prevaricatori dell'AVTF con quelli della milizia per il controllo dell'imigrazione negli States, così come le scene che vedono comuni cittadini appartenenti a etnie differenti rinchiusi come bestie all'interno di gabbie ricordano le sconfortanti e realissime immagini della prigione in Florida. Allo stesso modo, l'utilizzo indiscriminato del proprio potere da parte di Kingpin, superando i limiti imposti dalla legge per diventare una sorta di imperatore della città non possono non fare pensare ai tanti decreti che la più alta carica degli Stati Uniti ha varato, passando sopra Parlamento e Costituzione.
Se in altre opere appartenenti al MCU i possibili sottotesti politici erano "sapientemente" disinnescati, in questo caso direi che sono palesi e voluti, anche se è giusto sottolineare come non ci sia un intento volto a rendere il tutto una metafora o per prendere una netta posizione politica (come fatto da James Gunn per il suo Superman, per esempio), è più un modo per aumentare il coinvolgimento emotivo dello spettatore [e magari evitare fastidiose polemiche sui social].
Se in altre opere appartenenti al MCU i possibili sottotesti politici erano "sapientemente" disinnescati, in questo caso direi che sono palesi e voluti, anche se è giusto sottolineare come non ci sia un intento volto a rendere il tutto una metafora o per prendere una netta posizione politica (come fatto da James Gunn per il suo Superman, per esempio), è più un modo per aumentare il coinvolgimento emotivo dello spettatore [e magari evitare fastidiose polemiche sui social].
In Conclusione
Dopo una prima stagione in cui Dario Scardapane aveva dovuto fare salti mortali per cucire insieme due show caratterizzati da temi e atmosfere diametralmente differenti, lo showrunner ha avuto finalmente carta bianca per portare avanti lo show e il risultato è brillante, soprattutto per quanto riguarda il primo blocco di episodi, caratterizzati da una narrazione a fuoco lento dove ognuno dei tanti personaggi ha il suo arco narrativo, nonostante chiaramente la trama sia trainata dai due carismatici protagonisti. I problemi arrivano quando c'è da aumentare i giri in modo da chiudere la stagione e preparare il campo al gran finale che arriverà l'anno prossimo: tra un accumulo costante di scene madri che finisce per disinnescarne il potere emotivo, una caratterizzazione un po' troppo manichea di Daredevil, ritorni un po' forzati e alcune svolte narrative francamente un po' esagerate, la narrazione finisce per sfuggire un po' di mano al team di sceneggiatori. Comunque sia, questa seconda stagione getta delle solide fondamenta per quello che sarà il gran finale, dove sicuramente vedremo il ritorno di facce ben note dalle vecchie serie Netflix.
Daredevil Rinascita (Stagione 2) è una serie TV in otto episodi trasmessa in esclusiva in streaming su Disney+.
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