Hallow Road - Corsa Contro il Tempo (Recensione Senza Spoiler)

 La locandina del film Hallow Road

Recensione a cura di Albyrinth  - tutte le immagini sono copyright degli aventi diritto

Nota Importante: la seguente recensione potrebbe contenere alcuni SPOILER minori sul film Hallow Road: per quanto possibile, ho tentato di evitare riferimenti diretti che possano rivelare troppi dettagli, che avrebbero tolto parte dell'ambiguità che rende questa pellicola così riuscita. Grazie.

Se c'è una cosa che mi infastidisce parecchio in questi tempi di abbuffate di contenuti, è che, nonostante escano ogni mese decine di film e serie TV, ci sono comunque tantissime pellicole interessanti, spesso realizzate al di fuori del circuito dei grandi studios, che passano sostanzialmente inosservate. Si tratta di film magari passati per qualche festival di genere e che hanno ricevuto uscite molto limitate nei cinema, per poi finire nel calderone delle uscite in VOD nell'attesa che, magari, la Netflix di turno la aggiunga la proprio catalogo dando loro finalmente un po' di visibilità. È decisamente il caso di questo Hallow Road - Corsa Contro il Tempo [complimenti per il sottotitolo didascalico e assolutamente superfluo aggiunto dal distributore italiano], quarto film realizzato dal regista iraniano (emigrato in Gran Bretagna) Babak Anvari, che è arrivato in sordina sulle piattaforme di acquisto digitale: ammetto candidamente che, pur conoscendo le opere precedenti del regista, me lo ero perso completamente e che sono riuscito a recuperarlo solo dopo avere letto la Recensione (ovviamente divertente e sopra le righe, ma sempre con spunti molto interessanti) de I400Calci. E per fortuna! Hallow Road si è rivelato essere uno dei film thriller migliori degli ultimi anni, caratterizzato da una sceneggiatura solidissima e da un'ambiguità molto rara nel cinema moderno, una di quelle opere che ti restano attaccate per giorni dopo la visione. 

I protagonisti del film Hallow Road, ovviamente in macchina

Una Notte Maledetta

Gran Bretagna: la coppia Maddie (interpretata da Rosamund Pike) e Frank (interpretato da Matthew Rhys) riceve, nel cuore della notte, una chiamata dalla figlia Alice (di cui sentiamo solo la voce) che ha appena avuto un incidente su una strada, Hallow Road, che passa in mezzo a un bosco, situato a 40 miglia dalla loro casa. Maddie e Frank si mettono immediatamente in macchina per raggiungere la figlia, ma, rimanendo al telefono con lei, si accorgono ben presto che la situazione è molto più grave del previsto: Alice ha, in realtà, investito un'altra ragazza, riducendola in fin di vita. Il loro obiettivo, ora, è arrivare sulla scena prima di ambulanze e polizia per evitare che la figlia finisca in prigione per omicidio colposo. La situazione si farà presto disperata quando un'altra coppia di passaggio nel bosco si ferma per aiutare Alice: quelli che però sembravano essere i classici buoni samaritani, sembrano avere obiettivi molto più ambigui...

Un particolare della locandina del film Sotto L'Ombra di Babak Anvari
La locandina di Sotto L'Ombra

Il Regista

Prima di affrontare l'analisi del film vero e proprio, trovo giusto spendere due parole sul regista del film, ovvero Babak Anvari, nato e cresciuto in Iran e poi emigrato, all'età di 19 anni, nel Regno Unito, dove ha potuto concludere gli studi e iniziare a farsi notare in virtù di alcuni interessanti cortometraggi. L'occasione per il debutto arriva nel 2016 con Sotto L'Ombra, un horror prodotto in Gran Bretagna, ma ambientato a Teheran, nel periodo di instabilità politica dopo la rivoluzione nei primi anni '80: unendo con efficacia folklore arabo a una potente ed efficace critica politica (protagonista della pellicola è una madre costretta a rinunciare agli studi in quanto donna) il regista dimostra già una grande personalità e una mano fermissima, per una pellicola così fulminante da essere scelta come rappresentante della Gran Bretagna agli Oscar di quell'anno. Purtroppo Babak, complice anche il doversi trovare a lavorare per un colosso come Netflix, sembra perdersi un po' con le successive due opere, Wounds - un tentativo non troppo riuscito di ibridare horror psicologico e temi lovecraftiani, nonostante alcuni momenti indubbiamente molto forti - e il thriller I Came By, dove alcuni interessanti sottotesti politici e sociali, e una certa cattiveria, non riescono a risollevare il film da una certa (comunque piacevole) prevedibilità. Probabilmente Babak Anvari aveva bisogno di tornare a lavorare in un contesto più piccolo e indipendente per ritrovare sé stesso, e Hallow Road né è la perfetta dimostrazione, uno dei thriller più intelligenti e riusciti degli ultimi anni.

Sotto l'Ombra, Wounds e I Came By sono tutti disponibili in esclusiva in streaming su Netflix.

I protagonisti del film Hallow Road, come nel 90% del film, in macchina

Il Canovaccio di The Guilty

Non c'è dubbio che la maggiore ispirazione di Hallow Road sia il film danese The Guilty - Il Colpevole (che, tra l'altro, ha già avuto un riuscito remake americano su Netflix con Jake Gyllenhall protagonista): in quel caso la pellicola si svolgeva completamente nel call center della polizia e seguivamo l'evolversi della trama attraverso le telefonate tra il protagonista e una possibile vittima di rapimento. Anche Hallow Road si svolge quasi completamente al telefono: tolte la scena iniziale e quella finale, il film si svolge, in tempo reale (o quasi) all'interno dell'abitacolo della macchina, con Maddie e Frank che stanno correndo in soccorso della figlia Alice mentre sono in costante contatto con lei.
Ovviamente, per fare funzionare una pellicola così peculiare ci vuole una sinergia totale tra sceneggiatura, regia e attori e, fortunatamente, la congiuntura avviene in Hallow Road. Innanzitutto abbiamo una sceneggiatura perfetta, che mantiene sempre alta le tensione e che non si perde mai via in dialoghi didascalici o spiegoni, seguendo sempre strettamente la trama, ma riuscendo a tratteggiare con i dialoghi le personalità dei protagonisti. È il modo in cui i due interagiscono che capiamo che la coppia è in crisi, che Maddie sta avendo grossi problemi sul lavoro e che il rapporto con la figlia ventenne Alice è incrinato. In tutto questo, è davvero mirabile la prestazione degli unici due attori inquadrati, Rosamund Pike (che rimane una delle attrici più sottovalutate della scena) e Matthew Rhys, capaci di tenere la scena in modo magistrale, veicolando alla perfezione le forti emozioni senza andare mai fuori giri. Infine, non si può non citare l'ottimo lavoro svolto da Babak Anvari, che non si limita a tenere pigramente ferma la telecamera, ma che invece, pur lavorando sempre nell'angusto spazio dell'abitacolo, riesce a variare efficacemente le inquadrature, sfruttando l'ambiente circostante (per esempio, c'è un'ottima scena dove sfrutta la luce dei semafori per veicolare gli stati d'animo dei protagonisti) per aumentare sempre più la tensione e il senso di straniamento nello spettatore, tanto da sconfinare, inaspettatamente, nell'horror.

Rosamund Pike in Hallow Road

Il Primo Twist

Esattamente come in The Guilty, anche Hallow Road non si ferma semplicemente al suo high concept, ma ha il coraggio di inserire un potentissimo twist finale che getta una luce completamente differente sulla narrazione. Il finale della pellicola è improvviso e realmente straniante, ma indubbiamente ben studiato e soprattutto molto più coerente di quanto non possa sembrare a una prima visione. Sin dal primissimo minuto, regista e sceneggiatore inseriscono piccoli dettagli, alcuni in bella mostra, alcuni molto sottili [per esempio: occhio ai titoli di coda!], per dare allo spettatore le chiavi per comprendere il colpo di scena finale. In tempi di spiegoni, di minuti interi di esposizione per permettere al pubblico distratto da reel e notifiche di seguire la narrazione, Hallow Road richiede invece una grande attenzione e concentrazione, trattando la propria audience in modo molto intelligente: si tratta, infatti, di uno di quei film su cui ti ritrovi a pensare per ore e che richiede sicuramente almeno un paio di visioni per potere apprezzare tutto il quadro. Soprattutto perché, in realtà, la pellicola suggerisce in modo ancora più sottile, che ci possa essere una seconda chiave di lettura, decisamente più inquietante.

Una scena di tensione del film Hallow Road

Il Secondo Twist!

Come se già non bastasse l'essere riuscito a realizzare un film compattissimo gestendo alla perfezione la tensione e inserendo un colpo di scena tanto straniante quanto coerente e ben costruito, Babak Anvari riesce anche a inserire nella narrazione una seconda possibile chiave di lettura, che, in pratica, porta Hallow Road nei territori del folk horror (senza peraltro mai mostrare né una goccia di sangue né alcun essere sovrannaturale). Il regista qui è ancora più sottile nello spargere indizi [in particolare, occhio allo smartphone tra una chiamata e l'altra, la data mostrata non è certo casuale] e nel suggerire che ci possa essere qualcosa di strano e inquietante nei rumori intorno ad Alice e nei dialoghi della ragazza con la coppia che si è fermata ad aiutarla. Il tutto è come un piccolo tarlo che si insinua minuto dopo minuto dentro la testa dello spettatore, tanto che, quando ci viene presentato il twist principali (comunque altrettanto sconvolgente), si rimane quasi delusi. In realtà, il problema è che, per comprendere appieno la seconda chiave di lettura, è necessaria una discreta conoscenza del folklore irlandese, dal momento che Babak Anvari (almeno nella mia interpretazione, ma in rete potete trovarne svariate) sembra essersi ispirato a una delle leggende più popolari dell'Isola di Smeraldo; solo così è possibile contestualizzare alcuni elementi che sembrano invece casuali o poco importanti per la narrazione [per esempio: la causa scatenante del litigio tra i genitori e Alice]. Anche qui va fatto un plauso al regista e sceneggiatore per avere trattato il pubblico con intelligenza, lasciando, come faceva il mai troppo lodato David Lynch [che, insieme a Shirley Jackson, è sicuramente una delle ispirazioni maggiori della pellicola], che fosse lo spettatore a cogliere i riferimenti e unire i puntini.

Un Finale Realmente Ambiguo

In tempi di narrazioni così didascaliche, di sceneggiature semplificate all'osso e di spettatori che non tollerano finali aperti, e che, anzi, pretendono spiegazioni ufficiali e univoche da parte dei registi [basti pensare alle polemiche relative al Finale di Stranger Things] un film come Hallow Road si è rivelato essere una vera boccata d'ossigeno. Sfruttando il sempre labilissimo confine tra psicosi e orrore, Babak Anvari riesce a plasmare un finale realmente ambiguo e disorientante, lasciando al proprio pubblico la completa arbitrarietà sul decidere se le deriva sovrannaturale sia una spiegazione credibile o, invece, sia un semplice corollario del primo colpo di scena. Un dilemma così potente e strutturato da rimanere attaccato allo spettatore e, quando continui a ripensare a un film o una serie per giorni dopo la visione, tanto da volerlo rivedere quasi immediatamente, vuol dire che il regista ha fatto decisamente centro.

La locandina per la versione in streaming del film Hallow Road
La brutta locandina della versione in streaming

In Conclusione

Dopo un paio di pellicole meno riuscite, Babak Anvari ritorna ai livelli di eccellenza del folgorante debutto Sotto L'Ombra con Hallow Road, un thriller completamente ambientato all'interno dell'abitacolo di un auto. L'ispirazione maggiore e ovvia è quella del film danese The Guilty - Il Colpevole, da cui mutua la struttura: bravissimo il regista e sceneggiatore di origine iraniana a gestire il ritmo e la tensione in modo magistrale, riuscendo a caratterizzare alla perfezione i protagonisti (interpretati in modo eccezionale da Rosamund Pike e Matthew Rhys, entrambi molto calibrati) e tenendo incollato lo spettatore per tutti gli 80 minuti. Ciliegina sulla torta, un finale realmente spiazzante giocato sul labile confine tra ansia, psicosi e orrore, ma costruito con intelligenza, e addirittura una seconda chiave di lettura, ancora più sottile, che sposterebbe la pellicola dai territori del thriller psicologico a quello del folk horror. Insomma, Hallow Road è una pellicola ambigua, dal finale decisamente aperto, che tratta con intelligenza lo spettatore e che ti rimane attaccata a lungo. Uno dei migliori film visti negli ultimi mesi, da recuperare, assolutamente.

Hallow Road è disponibile per noleggio e acquisto digitale in VOD sulle maggiori piattaforme dedicate. Il film non è al momento disponibile in formato fisico, anche se è probabile che l'edizione italiana in Blu-Ray possa arrivare qualche mese dopo quella originale (in uscita a fine marzo 2026). Non ci sono ancora notizie su un possibile approdo su una delle piattaforme streaming in abbonamento.