La Casa: Il Rogo del Male (Evil Dead Burn - Recensione)

 Un particolare di una locandina dedicata al film La Casa: il Rogo del Male

Recensione a cura di Albyrinth - tutte le immagini sono copyright degli aventi diritto.

Note Importanti: 

  1. Questo articolo potrebbe contenere alcuni SPOILER minori riguardanti il film La Casa: Il Rogo del Male (Evil Dead Burn). Grazie.
  2. Potete trovare un lungo articolo (diviso in due parti) dedicato al franchise di Evil Dead (ovvero La Casa) a questi indirizzi:
    https://www.albyblog.it/2023/12/evildead-prima-parte.html
    https://www.albyblog.it/2023/12/evildead-seconda-parte.html
A tre anni dall'inatteso successo dello spin-off La Casa: il Risveglio del Male (Evil Dead Rise), ecco tornare il nuovo capitolo di uno dei franchise più amati, quanto peculiari, della scena horror, ovvero Evil Dead. Già peculiari, perché, a ben vedere, ad esclusione della saga principale con protagonista Ash - che fa decisamente storia a sé -, la serie in realtà si regge su elementi piuttosto generici (il libro maledetto, i deadite, sangue, motoseghe e budella) e sarebbe molto facile arenarsi nella serie infinita di sequel realizzati con lo stampino: insomma, una continua variazione sul tema, magari anche fatta piuttosto bene come nel caso del "remake" di Fede Álvarez e dello spin-off "urbano" di Lee Cronin. Invece il nuovo La Casa: Il Rogo del Male [per una volta il titolo italiano non solo ha perfettamente senso, ma è addirittura più coerente di quello originale], oltre a essere un sequel diretto del precedente, si è rivelato una graditissima sorpresa. Merito di Sébastien Vaniček, regista francese che già alla sua seconda pellicola mostra un'ottima personalità, oltre che capacità tecniche degne di nota.

La protagonista del film La Casa: Il rogo del male, interpretata da Souheila Yacoub

Una Riunione di Famiglia Non Esattamente Tranquilla

A seguito dell'ennesima discussione con la moglie Alice (interpretata da Souheila Yacoub), Will (interpretato da George Pullar) - in realtà marito estremamente possessivo e violento - se ne va via in macchina, finendo bruciato vivo in seguito a un incidente. Quello che tutti pensano essere una fatalità dovuta all'alcool nasconde in realtà un segreto: Will è stato in realtà ucciso da Jessica, la ragazza infettata dalla maledizione che avevamo visto nel finale del precedente film, che ha così passato la maledizione a lui, con uno scopo ben preciso, ovvero quella di infettare membri della sua (alquanto disfunzionale) famiglia. Cosa che puntualmente avviene al funerale di Will; dopo una tesissima cena dove tutto il risentimento dei genitori di Will verso Alice (invero mai accettata come nuora) esplode, la situazione degenera. Inutile dire che sarà l'inizio di una giornata estremamente sanguinosa per la povera Alice e per la famiglia di Will. Ma, questa volta, pare esserci qualcosa di differente: i deadite sembrano avere un obiettivo alquanto preciso nella loro degenerata violenza, legato a un cimelio nascosto in soffitta, recuperato ai tempi dal nonno di Will, che aveva dedicato la propria vita a studiare un certo libro maledetto, il Necronomicon...

Il personaggio di Thya nel film La Casa: il rogo del Male , interpretato da Luciane Buchanan
Prosit!

Largo ai Giovani!

Non c'è dubbio che la grande intuizione di Sam Raimi e Rob Tapert sia stata quella di dare spazio ai giovani. Invece che assegnare i nuovi capitoli della "saga" a buoni mestieranti, mantenendo il controllo sul franchise (come fatto, per esempio, da James Wan e Peter Safran con il cosiddetto Conjuring-Verse) hanno buttato in campo registi semi-esordienti e poco conosciuti come Fede Álvarez, Lee Cronin e, appunto, Sébastien Vaniček, dando loro una sostanziale e quasi totale libertà creativa. Un attestato di fiducia non certo scontato, contando anche che Evil Dead è sì una saga di culto, ma anche un brand con un suo valore specifico, contando anche merchandise, videogiochi e fumetti. Lo stesso Vaniček, come riportato nell'interessante Recensione curata da Nanni Cobretti su I400Calci, ha dichiarato di avere potuto fare quello che voleva con la storia e, addirittura, di non avere neanche ricevuto indicazioni sul fatto che dovesse collegarsi agli altri spin-off della saga, cosa decisa dallo stesso regista francese che ha optato per rendere La Casa: Il Rogo del Male un sequel diretto de La Casa: Il Risveglio del Male. Ma il contributo del regista francese non si è certo limitato alla trama (in realtà piuttosto generica, a volere essere sinceri) o all'idea (inedita) che l'infezione demoniaca potesse propagarsi anche tramite la saliva, ma soprattutto al riuscire a coniugare alla perfezione la classica violenza splatter a temi sociali, sfruttando i punti di forza dei deadite (soprattutto la loro tendenza a demolire psicologicamente il malcapitato di turno).

Un particolare di una suggestiva locandina per il film La casa: il rogo del male
Una Tagline Azzeccata

We're a Happy Family

Come già detto, la forza de La Casa: Il Rogo del Male risiede anche e soprattutto nella bravura di Sébastien Vaniček e del co-sceneggiatore Florent Bernard nell'essere riuscito a ibridare il classico horror viscerale e splatter della saga con tematiche sociali: sin dai primi istanti si capisce che qualcosa non va nel matrimonio tra Will e Alice, e, ben presto, grazie a un paio di flashback piazzati nei momenti giusti, scopriamo che lui era anche violento e possessivo. Insomma, il tema è sempre quello delle relazioni tossiche e di mariti possessivi e maneschi che abbiamo visto esplorato (con risultati alterni) in molti prodotti horror recenti (non ultima la deludente serie Something Very Bad is Going to Happen), ma che qui funziona particolarmente bene, non solo perché la Alice interpretata da Souheila Yacoub è ben caratterizzata e l'attrice è bravissima nel generare la giusta empatia nello spettatore, ma anche perché i due sceneggiatori inseriscono nella pellicola una validissima riflessione su quali siano le cause dietro al comportamento tossico e prevaricante di Will e, non sorprendentemente, la risposta è nella famiglia dell'uomo. 
Alcuni dei protagonisti del film La casa: il rogo del male

Edgar (interpretato da Erroll Shand), il capofamiglia, è burbero e autoritario; la moglie Susan (interpretata da Tandi Wright) è la classica casalinga sottomessa che ha dovuto rinunciare a tutto per la famiglia e che la difende sopra a ogni cosa, risultando iperprotettiva; infine c'è il secondo figlio Joesph (interpretato da Hunter Doohan) scrittore mancato, passivo aggressivo, succube dell'amore materno e della prepotenza paterna. Insomma, un gran bel quadretto, che Vaniček e Bernard dipingono sapientemente attraverso quella che è decisamente la scena più intensa di tutto il film, ovvero quella della cena di famiglia dopo il funerale. Inutile dire che si tratta di un vero e proprio gioiellino di tensione cotto a fuoco lentissimo, tutto giocato tra il livore (manifesto o ipocritamente nascosto) dei genitori di Will verso la nuora Alice e la snervante l'attesa che l'infezione demoniaca si mostri in tutta la sua potenza. È quasi paradossale che in un film dominato da violenza e sangue espliciti, la scena più agghiacciante sia quella dove, in realtà non succede (più o meno) nulla e dove a ferire maggiormente sono le parole e gli atteggiamenti. Da quel momento in poi inizierà il solito delirio grandguignolesco con l'arrivo dei deadite e l'infezione che lentamente contagia i vari membri della famiglia. Anche qui la sceneggiatura del duo francese merita un applauso, in quanto la strafottenza e la bastardaggine tipica dei posseduti della saga è sfruttata in modo perfetto per continuare l'analisi psicologica della famiglia, con i deadite che fungono quasi da "bocca della verità" dicendo in faccia alle povere vittime ciò che le persone possedute veramente pensavano dentro di loro.  

Un chiaro omaggio a Shining contenuto in La casa: il rogo del male
Here's John...ehm Janey!

Un Horror Rigoroso

L'altro grande merito di Sébastien Vaniček è di non dimenticarsi mai ciò che è stato chiamato a fare: ottimi i sottotesti sociali e psicologici bene inseriti nella narrazione, ma il regista francese ha, per fortuna, ben chiaro in mente che sta comunque girando un violentissimo horror splatter e ciò che la gente vuole davvero vedere in un film di Evil Dead. Ovvero sangue, sbudellamenti, oggetti appuntiti e affilati utilizzati in modo improprio, dolore e gente che viene ferita in modi molto molto brutti. L'approccio del regista francese è alquanto rigoroso: ogni singolo oggetto inquadrato per più di qualche secondo avrà una sua funzione (ovviamente come arma di offesa) nell'arco del film, compresi quelli di cui sentiamo solo il rumore: è veramente impressionante la lista di idee che Vaniček riesce a tirare fuori, compreso l'utilizzo alquanto creativo di una lavastoviglie e un foreshadowing davvero ben studiato legato a una calzatura. Insomma, il regista francese dimostra sempre di sapere gestire la materia gore con grande naturalezza, riprendendo il tutto con inquadrature e soluzioni non banali [anche se, a volte, il montaggio troppo cinetico non aiuta la comprensibilità di alcune scene], tra un omaggio al POV velocizzato di Raimi che finisce in modo sorprendente e una scena che ricorda parecchio quelle d'azione ideate da James Gunn per i suoi film supereroistici, con un attore inquadrato che tenta di fuggire mentre intorno a lui si scatena l'inferno. A tutto questo si aggiunge un certo gusto per l'ironia macabra che fa capolino in pochi, efficaci momenti, soprattutto quelli riguardanti la nonna, malata di Alzheimer e con una gamba amputata. 

Un banner disegnato per il film La Casa: il rogo del male

Alcuni Difetti

Detto dei pregi della pellicola, è anche giusto sottolineare alcuni sostanziali difetti. Per prima cosa, La Casa: Il Rogo del Male è girato indubbiamente bene, ma soffre per una fotografia (opera di Philip Lozano) che non va oltre il compitino competente: in pratica siamo di fronte alle solite immagine molto contrastate e dettagliate con color correction tendente al freddo glaciale che abbiamo già visto in decine di altri film horror contemporanei. Una scelta fin troppo conservativa, contando anche che la trilogia originale era caratterizzata da colori molto più saturi e caldi, che esaltavano al massimo la potenza delle scene più sanguinolente. Oltre a questo va segnalata una CGI che, nel finale, lascia molto a desiderare. Senza svelare troppo, nel finale il mostrazzo è realizzato in gran parte al computer per esigenze di trama, ma, purtroppo, in modo abbastanza plasticoso e dozzinale, togliendo così impatto a quella che dovrebbe essere una scena altamente catartica. Un ultimo appunto riguarda la seconda scena dopo i credits: va bene scriversi le proprie regole in materia di deadite e infezioni in un franchise che, peraltro, di regole praticamente non ne ha [la stessa saga di Ash si contraddice più di una volta, a volere essere sinceri], ma ho trovato la scena totalmente gratuita e insensata, un modo davvero posticcio e forzato di riportare in continuity un vecchio personaggio, il cui arco narrativa era più che concluso. Vedremo cosa succederà nel già annunciato Evil Dead Wrath, in arrivo a inizio 2028.

Un suggestivo banner per il film La Casa: il rogo del male
Una Locandina Suggestiva

In Conclusione

Francamente, da un film come La Casa: Il Rogo del Male, mi aspettavo una buona variazione sul tema, il classico "more of the same" con qualche novità sostanziale, sulla scia del precedente La Casa: Il Risveglio del Male che spostava l'azione da una baita nei boschi a una casa fatiscente nella periferia di Los Angeles. Invece il quasi esordiente Sébastien Vaniček è riuscito a iniettare nuova linfa vitale in un franchise piuttosto anarchico come Evil Dead, riuscendo a parlare di relazioni tossiche, mariti violenti e pesanti retaggi familiari senza che questi temi prendessero mai il possesso della narrazione, inserendoli al contrario alla perfezione nel contesto di un film splatter e violentissimo e girando il tutto con una personalità impressionante per un regista al suo secondo lungometraggio, il primo girato a Hollywood. Insomma, La Casa: Il Rogo del Male è gran bel film horror che farà felici gli amanti del franchise di Evil Dead e si porta a casa (con pure un certo distacco) la palma di migliore degli spin-off della serie. 

La Casa: Il Rogo del Male è disponibile per noleggio e acquisto digitale in VOD sulle maggiori piattaforme dedicate. Il film non è al momento disponibile in formato fisico, che è previsto per ottobre 2026. Non ci sono ancora notizie su un possibile approdo su una delle piattaforme streaming in abbonamento.