Something Very Bad is Going to Happen (Recensione)

 La locandina principale della serie Something Very Bad is Going to Happen

Recensione a cura di Albyrinth - tutte le immagini sono copyright degli aventi diritto

Nota Importante: Questo articolo contiene alcuni SPOILER riguardanti la serie Something Very Bad is Going to Happen, in particolare riguardo al twist narrativo tra il secondo e il terzo episodio. Grazie.

Era da qualche tempo che Netflix non proponeva un nuovo show di stampo horror nel proprio catalogo e, a dirla tutta, i tempi in cui Mike Flanagan proponeva ogni anno una serie di paura di qualità (ne avevo parlato in un lungo articolo specifico diviso in Parte 1 e Parte 2) sono ormai molto lontani. Per questo motivo, dopo avere visto locandina e trailer, avevo delle buone sensazioni verso Something Very Bad is Going to Happen, miniserie di 8 episodi curata da Haley Z. Boston (già showrunner del non certo memorabile Al Nuovo Gusto di Ciliegia, sempre su Netflix), prodotta dai fratelli Duffer - le menti dietro al successo planetario di Stranger Things - e interpretata dall'emergente attrice italo-argentina Camila Morrone. Quello che sembrava uno show intrigante con (almeno inizialmente) chiari riferimenti a David Lynch e Roman Polanski si è rivelata essere un'opera purtroppo noiosa, pretenziosa e francamente inoffensiva. In realtà, non sono troppo amante delle recensioni negative, in quanto, se non ho amato un'opera, evito di parlarne o condenso tutto in una delle mini-recensioni del Calderone, ma in questo caso ho deciso di fare un'eccezione, sia perché Something Very Bad is Going to Happen mi ha decisamente infastidito in più di un punto, sia perché tutto sommato include alcuni dei difetti riscontrabili in molti degli horror moderni e vale la pena farci una piccola riflessione. Let's go (all'altare)!

Camila Morrone interpreta la protagonista della serie Something Very Bad is Going to Happen

Oscuri Presagi

Rachel (interpretata da Camila Morrone) e Nicky (interpretato da Adam DiMarco) sono una coppia praticamente perfetta che si sta recando nella baita montana della (ricchissima) famiglia di lui per celebrare il proprio matrimonio in forma alquanto intima: nonostante la coppia sia insieme da oltre tre anni, Rachel non ha ancora conosciuto i futuri suoceri e cognati. Arrivati alla baita, Rachel non solo scopre che si tratta di una mega villa, ma che alla cerimonia sono state invitate oltre 100 persone, tutti parenti di Nicky [La madre di Rachel è morta nel partorirla e lei ha rotto completamente i contatti con il padre paranoico]. Oltre a questo, il primo impatto con i genitori e i fratelli dello sposo è tutt'altro che positivo (Rachel tra l'altro possiede una specie di sesto senso che la avverte di potenziali pericoli) e, dopo alcuni accadimenti piuttosto inquietanti, inizia a temere che lei possa finire per diventare la vittima sacrificale di qualche oscuro rituale satanico. Quello che Rachel però non può immaginare, è che i segreti non riguarderanno solo la famiglia di Nicky, ma anche la propria: segreti così potenti e sconvolgenti da farle temere che, mentre la data delle nozze si avvicina inesorabilmente, qualcosa di terribile stia per accadere.

Un'immagine tratta dal primo episodio di Something Very Bad is Going to happen

Un Inizio Promettente

La serie, a dire il vero, ha un inizio più che promettente: il lungo viaggio che porta i due futuri sposini  verso la baita di montagna di notte e sotto la neve è un buon modo sia per introdurre i due protagonisti, sia per iniziare a costruire tensione e inquietudine nello spettatore. Nulla di lontanamente originale - con in più un omaggio palesissimo a David Lynch quando Rachel entra in uno strano bar dove incontra un paio di personaggi inquietanti, uno dei quali fondamentale per l'evolversi della trama - ma il gioco funziona bene, nonostante il ritmo molto rilassato.
L'episodio migliore del lotto è però il secondo, dove facciamo conoscenza della (ovviamente disfunzionale) famiglia di lui: tutta la puntata è un continuo crescendo di inquietudine, tra comportamenti alquanto strani, frasi sinistre, scoperte angoscianti, sparizioni di oggetti personali e, ciliegina sulla torta, c'è pure la leggenda locale sul cosiddetto "Uomo Dolente", un serial killer che uccide donne indifese chiedendo continuamente "scusa" mentre compie i suoi atti efferati. Insomma, siamo esattamente a metà strada tra il folk horror, lo slasher e il classico canovaccio di Rosemary's Baby, dove un'intera comunità (in questo caso la famiglia di Nicky e, forse, lo stesso futuro sposo) cospira contro l'innocente ultima arrivata: ancora omaggi netti e dichiarati, che comunque funzionano bene, soprattutto quando Rachel comincerà a crollare sotto il peso di quella che diventa una vera e propria psicosi. È decisamente il momento migliore, dal punto di vista squisitamente horror, dell'intero show, che, però poi, sorprendentemente, decide di fare una netta inversione a U, proponendo un twist sicuramente inatteso che spiazza lo spettatore e azzera sostanzialmente la narrazione. Un colpo di scena controverso quanto riuscito: peccato che il prosieguo della serie si sposterà su altri binari, più vicini a un blando thriller psicologico che al genuino horror, finendo per fare rimpiangere l'atmosfera tesa e il discreto ritmo di queste due prime puntate.

Una scena tratta dal quarto episodio di Something Very Bad is Going to Happen
La madre di Rachel, interpretata da Victoria Pedretti, in un flashback "analogico"

Un Blocco Centrale Mal Bilanciato

Il colpo di scena a cavallo del secondo e terzo episodio sarebbe un momento perfetto per mescolare le carte, ripartire da zero (o quasi) e instradare la narrazione verso nuovi territori, ma, purtroppo, si rivela essere quasi un pietra tombale per Something Very Bad is Going to Happen, con il team creativo che inizia a dilatare la narrazione, diluendo in modo francamente fastidioso la tensione e inquietudine. Ne è un buon esempio il terzo episodio, che si trasforma in una lunga, e francamente inutile, sessione (letteralmente) di terapia di gruppo familiare, un modo molto didascalico e quasi amatoriale di approfondire psicologicamente i protagonisti e comprimari. 
Totalmente opposto è il quarto episodio, dove, grazie alla videocassetta di vent'anni prima (rispuntata fuori con tempismo perfetto), che documenta il brevissimo matrimonio tra i genitori di Rachel [Nota: la madre è interpretata da Victoria Pedretti, vecchia conoscenza delle serie di Mike Flanagan, che mostra una più che discreta somiglianza con la protagonista Camila Morrone] viene svelata la verità su ciò che sta succedendo. In meno di un'oretta scopriamo così l'esistenza di una terribile maledizione che affliggerebbe la famiglia di Rachel, comprendiamo chi sia l'Uomo Dolente e quale sia il suo legame con la storia e capiamo anche il ruolo dell'inquietante uomo (interpretato da Zlatko Burić, visto da poco nell'ottimo Wonder Man) incontrato dalla protagonista nel corso della prima puntata. Insomma, appena giunti a metà serie (che consta di 8 episodi in totale) il team creativo ha risolto tutti (ma proprio tutti) i misteri eliminando dall'equazione qualunque dubbio o ambiguità e, sostanzialmente, distruggendo l'interesse dello spettatore: perché continuare a vedere una serie per altre quattro (!) puntate, se so già tutto? 

Una scena tratta dall'espidio conclusivo di Something Very Bad is Going to Happen

Una Seconda Metà Noiosa

E, fatalmente, Something Very Bad is Going to Happen inizia ad arenarsi pesantemente con puntate lente e noiose, caratterizzate da trame che portano a vicoli ciechi (per esempio la ricerca di un modo per rompere la maledizione o i costanti riferimenti a una vecchia marca di gelati che cadono nel nulla), omaggi pretestuosi e quasi fastidiosi (era proprio necessario ritirare fuori il POV ipervelocizzato e tremolante di Sam Raimi solo per strizzare l'occhio ai fan dell'horror?), scelte tecniche questionabili (che senso ha l'avere girato -male- il settimo episodio in piano sequenza?) e, soprattutto, con i protagonisti che a ogni singolo episodio cambiano idea sui propri sentimenti e sull'imminente matrimonio. Ancora una volta, il vero difetto sta in una sceneggiatura ondivaga, che vorrebbe creare tensione in attesa del matrimonio dove dovrebbe accadere "qualcosa di molto brutto", ma che invece traccheggia per decine di minuti (dimenticandosi quasi totalmente di essere un horror) e, al contempo, sembra volere fare di tutto per distruggere i propri protagonisti con caratterizzazioni sempre più inconsistenti e comportamenti irrazionali e infantili. Insomma, ai poveri Rachel e Nicky, e ai rispettivi interpreti - forse non dotatissimi e decisamente troppo poco empatici, ma che fanno quel che possono per reggere in piedi la baracca -, toccano una serie di giravolte continue che finiscono per renderli addirittura fastidiosi, uccidendo completamente la tensione verso lo scontato climax finale. Purtroppo, a quel punto, la narrazione è così compromessa, che non basta una conclusione dove "qualcosa di molto brutto succede veramente" a risollevarla. Anche se lo show finalmente si ricorda di essere un horror, con la presenza di un bel po' di sangue (digitale) e il ritorno di un minimo di cattiveria e cinismo, si finisce la visione di Something Very Bad is Going to Happen con una sensazioni fastidio e noia.

Una scena tratta dal primo episodio di Something Very Bad is Going to Happen
Siamo la coppia più bella del mondo...forse...

Il Metaforone

Ma, ancora di più della sua sceneggiatura ondivaga, il fattore che mi ha infastidito maggiormente è l'importanza data al "metaforone" . In pratica, è più importante il messaggio che la serie vuole comunicare - ovvero l'ipocrisia dietro i matrimoni che sembrano perfetti, la tossicità delle relazioni e il mito della "anima gemella" come scusa per non affrontare i veri problemi di coppia - piuttosto che la cura della sceneggiatura e la gestione ottimale della trama. Sia chiaro, è, in realtà, un problema comune a molti film di paura degli ultimi anni, dove l'orrore è solo utile a fungere da comoda metafora per fare la bella figura sui social (non è un caso se è stato coniato il terribile termine fighetto "elevated horror" per questo tipo di opere), ma dove ci si dimentica di quelle che sono le regole e le basi del genere. Si finisce così a fare film pulitini e asettici, pensando che idee come "il mostro è in realtà il lutto del protagonista" o "l'orrore è la tossicità della relazione e il mostro è il partner prevaricatore" siano il lasciapassare per, appunto, elevare le pellicole e ottenere l'applauso dei critici e delle comunità social inclusive. 
Per carità, uno dei maggiori pregi del genere horror è sempre stato quello di inserirci sottotesti politici più o meno visibili, ma c'è una bella differenza tra un Dawn of the Dead che parla (anche) di consumismo e di vacuità della società, senza mai dimenticarsi di essere prima di tutto un film di zombi e uno dei tanti filmetti che si credono intelligenti e arguti (viene in mente il deludente Keeper - L'Eletta di Oz Perkins), ma che, alla fine non non fanno paura, non inquietano e non regalano intrattenimento. Something Very Bad is Going to Happen, dopo il buon inizio, sembra dimenticarsi completamente di essere una serie horror e modella tutta la trama attorno al suo messaggio metaforico, finendo per trascurare la coerenza narrativa e il ritmo: peccato che tutto risulti così fin troppo vacuo e annacquato. E, a dirla tutta, non è che il sottotesto sociale sia qualcosa di così originale.

Una locandina alternativa (e metaforica) per la serie Something Very Bad is Going to Happen
Nel caso la metafora non fosse già abbastanza palese... 

In Conclusione

L'inizio di Something Very Bad is Going to Happen era promettente: tra un buon senso di inquietudine e una trama intrigante, la tavola sembrava apparecchiata per un buon horror di intrattenimento: invece, tra il secondo e il terzo episodio, il team creativo opta per un colpo di scena che, sostanzialmente, azzera la narrazione. Peccato che la storia narrata nei successivi sei episodi sia tutt'altro che interessante: lenta, noiosa, incapace di generare paura e tensione, e, soprattutto, totalmente votata a reggere alcuni sottotesti sociali, peraltro non così originali. Se il cast tutto sommato fa il suo e Camila Morrone, nonostante una certa mancanza di empatia, riesce a reggere bene la scena (contando anche che è ripresa in primo piano piuttosto a lungo), il disastro lo fanno showrunner, sceneggiatura e regia, che spingono la narrazione nel baratro, tra scelte poco comprensibili e ambizioni ben oltre gli scarsi mezzi, quasi che il potere essere definito "elevated horror" fosse più importante che confezionare un buon prodotto horror. In tutto questo disastro, viene da chiedersi se i fratelli Duffer, alla fine, non ci abbiano solo messo il nome e i soldi, visto che della loro mano non si vede minimamente traccia.

Something Very Bad is Going to Happen è una serie tv trasmessa in esclusiva in streaming su Netflix.