Dungeon Crawler Carl (Recensione Senza Spoiler)

 Un particolare della copertina del libro Dungeon Crawler Carl

Articolo a cura di Albyrinth - tutte le immagini sono copyright degli aventi diritto

Note: 

  • Questo articolo potrebbe contenere alcuni SPOILER minori.

  • Ho approcciato la lettura di Dungeon Crawler Carl con una buona infarinatura di base per quanto riguarda i più noti videogiochi RPG (Skyrim, Diablo, World of Warcraft, Zelda, Borderland e Fallout), ma senza essere un patito del genere, motivo per cui mi sarò sicuramente perso molti dei riferimenti e delle strizzatine d'occhio presenti nel libro.

Ha suscitato un certo interesse la pubblicazione italiana (da parte di Mercurio Books) di Dungeon Crawler Carl, primo romanzo di una (già lunga) saga completamente ambientata in quello che potremmo definire un immenso videogioco e che, quindi, rientra a tutti gli effetti nel cosiddetto sottogenere LitRPG, che ibrida classiche narrazioni di stampo fantasy e fantascientifico con elementi tipici dei videogiochi di ruolo, con tanto di statistiche in aggiornamento, classi e un senso di progressione continuamente tracciato, che diventa il fulcro stesso del racconto. Aldilà delle definizioni, il libro di Matt Dinniman è divenuto popolare anche e soprattutto per una presenza sostanziale e costante di ironia e umorismo volte a prendere (rispettosamente) in giro molti stilemi dei più popolari videogame del genere, tanto che qualcuno si è sbilanciato a definirlo la nuova Guida Galattica per gli Autostoppisti, un paragone piuttosto impegnativo vista l'importanza e la costante popolarità della saga partorita da Douglas Adams, ormai divenuta parte dell'immaginario comune. Tralasciando, per il momento, i paragoni piuttosto ingombranti e francamente improponibili, non c'è dubbio che la saga partorita da Matt Dinniman sia, almeno in patria, un vero successo che, aldilà dei sette libri già pubblicati, conta un adattamento in formato webtoon in corso, un videogioco e una graphic novel in fase di sviluppo e addirittura un adattamento televisivo curato da Seth MacFarlane, il creatore di Griffin, American Dad e del franchise Ted. Insomma, è davvero il caso di capire i motivi dietro questa grande popolarità e se è tutto oro ciò che luccica e se vale davvero la pena leggere questo romanzo.

Un particolare dell'edizione Kindle del libro Dungeon Crawler Carl

Videogame Fin Troppo Realistici

La vita di Carl si trova in una specie di limbo: finita l'esperienza militare nella Guarda Costiera americana non ha più trovato un lavoro stabile e la sua relazione con la fidanzata è ormai agli sgoccioli. Improvvisamente la gatta di lei, Princess Donut, scappa dalla finestra e Carl si ritrova a doverla recuperare, vestito solo con una maglietta, dei boxer, delle ciabatte e un accappatoio, nonostante il freddo pungente. Quello che non immagina è che, in realtà, Princess Donut, grazie ai suoi sensi felini, in questo modo lo ha salvato da morte certa, in quanto in pochi istanti la Terra è obliterata da una razza aliena e tutte le costruzioni presenti sono state riassemblate (uccidendo tutti quanti si trovassero al loro interno) in un mortale dungeon sotterraneo di 18 livelli: il nostro pianeta è in realtà di proprietà di una grossa corporazione intergalattica che ha deciso di ambientarci un gigantesco reality show di sopravvivenza seguito da trilioni di spettatori in tutto l'universo. Carl, per sopravvivere, si troverà costretto a entrare insieme alla gatta nel dungeon e a partecipare al gioco mortale insieme ai pochi milioni di terrestri sopravvissuti all'Apocalisse. Non solo sarà costretto a vedersela con orde di mostri mortali, ma dovrà anche fare in modo di divenire uno dei giocatori preferiti del popolarissimo show: fortuna che, al suo fianco, ha Princess Donut, una vanitosissima micia persiana vincitrice di diversi concorsi di bellezza, ha statistiche di gioco altissime e che ora, addirittura, è in grado di parlare! 

Un particolare di una maglietta dedicata al personaggio di Princess Donut

La Guida Galattica Ha il Suo Erede?

Partiamo dalla tesi più provocatoria: la Guida Galattica per gli Autostoppisti di Douglas Adams ha quindi trovato il suo degno erede? La risposta è ovviamente no. La saga partorita dall'autore inglese aveva un umorismo (peraltro tipicamente "british") più universale e, nonostante contenesse chiaramente tematiche fantascientifiche, era perfettamente fruibile da un pubblico generalista, tanto da essere una serie di culto adorata da legioni di lettori, fino a divenire parte dell'immaginario condiviso e addirittura a trascendere i libri stessi (per esempio la citazione "Don't Panic" è entrata nel gergo comune di tutti i giorni).
Aldilà dell'incipit del romanzo - che è indubbiamente un omaggio dichiarato di Matt Dinniman alla saga di Douglas Adams, su questo non ci piove - Dungeon Crawler Carl è invece un prodotto decisamente più figlio dei propri tempi, indirizzato a un target decisamente specifico e ristretto (gli amanti dei videogiochi RPG, cosa peraltro intrinseca al micro-genere letterario di riferimento), che l'autore coccola con una serie sterminata di citazioni, strizzatine d'occhio e omaggi estremamente mirati; a questo si aggiunge, prevedibilmente, un amplissimo utilizzo della metanarrazione (un libro che racconta una storia come se fossimo all'interno di un videogioco, con tanto di descrizione dell'interfaccia utente e notifiche di sistema). 
Insomma, Matt Dinniman ha decisamente chiaro quale sia il suo target e costruisce storia e umorismo attorno a questo fattore, il che è al contempo un vantaggio, perché le battute e le piccole parodie vanno quasi sempre a segno, e uno svantaggio, perché taglia sostanzialmente fuori chiunque non abbia almeno una conoscenza sufficiente dell'argomento. Un esempio? I contenuti e le descrizioni delle "loot box" trovate dai protagonisti sono spassose, ma apprezzate davvero solo da chi ha perso ore e ore della propria vita con videogiochi come Diablo e Borderlands, magari imprecando per un pezzo di armatura inutile droppato da un boss.

Un'immagine con i protagonisti di Dungeon Crawler Carl, tratta dalla wiki del libro

Una Partenza a Rilento, una Seconda Parte Trascinante

Aldilà dei paragoni scomodi, Dungeon Crawler Carl si è rivelata una lettura indubbiamente divertente e valida, se si escludono le prime 150 pagine. Infatti, purtroppo il libro ha una partenza piuttosto lenta, cosa peraltro giustificata dal dovere spiegare per filo e per segno le tante (troppe?) regole che governano il mondo-videogioco, ma anche per introdurre al meglio il personaggio di Carl, che , per forza di cose, narra tutta l'avventura in prima persona. Una nota interessante: avevo trovato la prima esplorazione del dungeon e il primo incontro con i mostri narrato in modo poco soddisfacente, davvero troppo didascalico, questo prima di accorgermi che la cosa era assolutamente voluta e che era un omaggio ricercato alle descrizioni presenti nei primissimi videogiochi dungeon crawler anni '80 (per esempio Eye of the Beholder): questo per spiegare quanto la metanarrazione sia un fattore e quanto possano essere specifici, addirittura criptici, alcuni riferimenti, il che si ricollega al discorso fatto nella sezione precedente. 
Detto questo, superato lo scoglio del tutorial (letteralmente), la narrazione inizia a guadagnare velocità e Matt Dinniman si rivela essere uno scrittore dalla prosa scorrevole e accattivante, in grado di catturare il lettore, tanto che, alla fine, il romanzo lo si finisce senza problemi in un paio di pomeriggi. È più che apprezzabile anche la capacità dello scrittore americano di stupire il lettore con situazioni inattese e fuori dalle righe, mantenendo la narrazione sempre fresca. Così, si finisce per appassionarsi alle assurde avventure di Carl e dell'altezzosa Princess Donut e, una volta che ci si sintonizza al tipo di umorismo (indubbiamente abbastanza volgare e diretto, senza mai scadere nel cattivo gusto), si finisce per sorridere spesso di fronte alle tante battute, in particolare quando a intervenire è la AI sboccata e troll [quasi una profezia dell'arrivo di Grok?]. Insomma, Dungeon Crawler Carl riesce a essere una lettura di puro intrattenimento fatto bene,  che sa acchiappare bene il proprio pubblico di riferimento e che regala qualche ora di buon umore, e tutto sommato è esattamente quello che mi aspettavo da questo libro.

Una fan art (ispirata dai manga) che ritrae i protagonisti del libro
Una fan-art dedicata ai protagonisti del libro

Una Trama per Accumulo

Come sempre, dopo avere parlato dei fattori positivi del libro, è giusto anche descrivere alcuni dei difetti che ho riscontrato. In primis [ma ammetto che si tratta di un gusto personale] non ho apprezzato molto la tipica narrazione che procede per accumulo di situazioni, una cosa che ha perfettamente il suo senso essendo né più né meno il racconto in prima persona di un videogioco, ma preferisco sempre un tipo di trama più coesa, che fluisce meglio di scena in scena. In particolare le, comunque necessarie, sezioni dove si parla velocemente del "grinding" (ovvero quando i protagonisti uccidono vari mostri solo per accumulare esperienza), spezzano un po' il ritmo e la narrazione si affloscia un po' tra un boss e l'altro. Un po' come un videogioco RPG non perfettamente bilanciato, cosa che ha totalmente senso.
L'altro difetto, un po' più fastidioso, è che Matt Dinniman ha sicuramente impostato Dungeon Crawler Carl come primo capitolo di una lunga saga, introducendo da subito moltissimi agganci ai futuri capitoli delle avventure di Carl e Princess Donut. Abbiamo così oggetti che non possono ancora essere utilizzati, riferimenti a ciò che succederà nel Terzo Livello del dungeon (ovvero nel secondo libro della saga), personaggi che appaiono di sfuggita ma che avranno (presumibilmente) grande importanza in futuro, abilità che non possono ancora essere sbloccate, e così via. Nulla di male, è comunque un segno positivo che lo scrittore americano abbia bene in testa la direzione della saga ed è furbo, ma comprensibile, che voglia lasciare tante questioni in sospeso per mantenere agganciato il lettore; il rovescio della medaglia è che alla decima volta che il protagonista trova un oggetto o una magia bloccata dal livello o che si fanno riferimenti veloci a cosa che leggeremo, se va bene, tra tre o quattro anni, sopraggiunge un po' di fastidio.
 
Un'immagine riguardante la notizia dell'adattamento di Dungeon Carl Crawler
Partendo da sinistra: Matt Dinniman, il libro e Seth MacFarlane

In Conclusione

Lasciamo stare i paragoni da clickbait che non hanno senso, Dungeon Crawler Carl non è la nuova Guida Galattica per gli Autostoppisti e, tutto sommato, non vuole neanche esserlo. È invece un libro molto moderno, che segue in modo rigoroso i dettami del micro-genere a cui appartiene - ovvero il Lit-RPG -, pensato esclusivamente per un pubblico selezionato, strapieno di citazioni e omaggi (alcuni molto criptici e specifici) e che fa un amplissimo utilizzo di metanarrazione. Aldilà di questi tecnicismi, Dungeon Crawler Carl è un romanzo riuscito e sicuramente divertente, che riesce a catturare il lettore grazie a due protagonisti a cui ci si affeziona presto, al buon senso dell'umorismo che pervade l'opera e un'ottima imprevedibilità e follia che rende la lettura avvincente e piena di sorpresa. Per contro, una narrazione che procedere un po', a scossoni e per accumulo e un utilizzo davvero troppo calcato del foreshadowing per tenere agganciato il pubblico di riferimento sono comunque difetti di cui tenere conto. Aldilà di tutte le analisi, una cosa è fuori di dubbio: negli States e sui social, la saga di Carl ha fatto decisamente breccia, tanto da essere adattato sia un formato graphic novel che in formato webtoon, di avere già una versione audiobook (anche in italiano) di alto profilo, con un videogioco (ça va sans dire) in produzione e addirittura una già annunciata serie che arriverà su Peacock, curata addirittura da curato da Seth MacFarlane. Insomma, negli States il futuro della saga di Carl e della gattina persiana Princess Donut è decisamente assicurato: in Italia, grazie a Mercurio Books, il viaggio dei due protagonisti nel terribile dungeon mondiale è appena iniziato, ma le premesse sembrano ottime, visto che l'editore ha già dato alle stampe il seguito di Dungeon Crawler Carl, intitolato Il Giorno del Giudizio, dove, finalmente, scopriremo quali classi avrà scelto l'improbabile duo! E, forse, se il povero Carl troverà dei pantaloni decenti per coprire i terribili boxer...

Dungeon Crawler Carl è disponibile come volume e come ebook su tutti i principali store di libri online, oltre che ovviamente nelle librerie di variaL'edizione italiana è stata curata da Mercurio Books. La casa editrice ha già pubblicato il seguito del romanzo, intitolato Il Giorno del Giudizio.

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