Recensione a cura di Albyrinth - tutte le immagini sono copyright degli aventi diritto
Nota Importante: Il seguente articolo contiene alcuni SPOILER minori sui film recensiti, grazie.
The Conjuring-Verse: Un Improbabile Universo Cinematografico Condiviso (Articolo - Prima Parte)
Dopo che l'Universo Cinematografico Marvel ha iniziato a mietere successo dopo successo, era abbastanza ovvio che tutte le case cinematografiche tentassero di salire sul carrozzone. D'altronde avere una sorta di "recurrent revenue" e di potere garantire il successo di una pellicola solo per la sua appartenenza a un universo narrativo ancora prima della qualità intrinseca, equivale a vincere un bel jackpot. Ma non è certo facile replicare il modello di successo di scuola Marvel (contando anche che lo stesso MCU è in crisi conclamata, ormai) e se n'è accorta decisamente la Warner Bros con il "vecchio" Universo DCEU (noto anche come Snyderverse) che, nonostante pezzi da novanta dell'immaginario comune come Batman e Superman e budget molto importanti, è finito per fallire, dopo una partenza più che incoraggiante. Ancora peggio è andata alla Universal che, dopo avere annunciato pomposamente la nascita del Monsterverse, un universo condiviso con tutti i mostri horror classici, ha abbandonato in fretta e furia il progetto dopo il flop de La Mummia. Ma, se ricordate, c'è stato un periodo dove venivano annunciate ogni mese intenzioni più o meno serie di fondare nuovi universi condivisi, alcuni involontariamente esilaranti (ricordo perfettamente una notizia che annunciava l'arrivo dell'Hasbroverse, universo narrativo che doveva unire tutte gli adattamenti cinematografici di vari giochi in scatola).
In tutto questo marasma di annunci e tentativi abortiti, c'è solo un franchise, peraltro di un genere considerato "di nicchia" come l'horror, che è riuscito a mettere in piedi un universo cinematografico condiviso (tutto sommato abbastanza coerente) e a mantenere stabilmente un continuo successo economico: il cosiddetto Conjuring-Verse. La cosa divertente è che non è stato pensato come tale, lo è diventato dopo che sia i film della trama principale (ovvero le pellicole della serie The Conjuring con protagonisti i coniugi Warren interpretati da Vera Farmiga e Patrick Wilson) che i primi spin-off hanno cominciato a macinare numeri molto interessanti per dei film horror al box-office, finendo per arrivare a dieci film (quattro Conjuring e sei spin-off). Con la (presunta) conclusione della trama dei Warren (ma ovviamente non del franchise) con The Conjuring 4 Il Rito Finale - tra l'altro un trionfo al botteghino - è arrivato quindi il momento di analizzare i motivi che hanno portato al successo questo universo condiviso, discutere delle ovvie polemiche legate al fatto che i Warren siano persone realmente esistite (così come "reali" sono le storie dei quattro film principali) ma con una reputazione tutt'altro che cristallina e analizzare brevemente tutte e dieci le pellicole. Per maggiore leggibilità, l'articolo è diviso in tre parti.
Le Ragioni di un Successo Inaspettato
La domanda fondamentale è una: perché un film horror basato su tre delle tematiche più abusate del genere (fantasmi, possessioni demoniache ed esorcismi) è riuscito a dare vita a un franchise di ben 10 film? Difficile trovare una risposta univoca, ma trovo interessante fare un parallelo con il MCU: l'universo cinematografico Marvel fu lanciato da Iron Man, una pellicola ottimamente girata, con tematiche universali e una trama semplice da seguire e, soprattutto, con un protagonista carismatico e memorabile, il Tony Stark interpretato da Robert Downey Junior.
Mutatis mutandis, anche il primo film della saga, L'Evocazione - The Conjuring condivide caratteristiche simili: c'è un regista, James Wan, che riesce a trovare una via personale al genere e che riesce a generare dei jump scare riuscitissimi e costruiti alla perfezione, spesso nascondendo le presenze in un angolo dell'inquadrature. Abbiamo poi una trama universale (una tipica famiglia americana si trasferisce in una casa infestata rischiando la distruzione) portata avanti in modo lineare e coerente, un worldbuilding ben congegnato (in particolare per quanto riguarda la bambola Annabelle), e, infine, un ottimo climax finale. Ma, soprattutto, abbiamo due protagonisti carismatici e memorabili: Vera Farmiga e Patrick Wilson non entreranno negli annali della storia del cinema come due degli attori più dotati, ma posseggono molto carisma ed empatia; in più l'alchimia tra i due (ottimi amici anche al di fuori del set) è talmente palpabile da rendere credibile il loro amore indissolubile. Insomma, non si mette mai in dubbio che i due siano effettivamente una forza del Bene e che il loro legame e la loro Fede siano davvero le loro armi nascoste. A ben pensarci, i Warren sono ritratti come dei veri e proprio supereroi, lei con i suoi poteri medianici, lui con Bibbia e crocefisso per combattere i demoni ed è anche questo un paragone interessante con il MCU.
Mutatis mutandis, anche il primo film della saga, L'Evocazione - The Conjuring condivide caratteristiche simili: c'è un regista, James Wan, che riesce a trovare una via personale al genere e che riesce a generare dei jump scare riuscitissimi e costruiti alla perfezione, spesso nascondendo le presenze in un angolo dell'inquadrature. Abbiamo poi una trama universale (una tipica famiglia americana si trasferisce in una casa infestata rischiando la distruzione) portata avanti in modo lineare e coerente, un worldbuilding ben congegnato (in particolare per quanto riguarda la bambola Annabelle), e, infine, un ottimo climax finale. Ma, soprattutto, abbiamo due protagonisti carismatici e memorabili: Vera Farmiga e Patrick Wilson non entreranno negli annali della storia del cinema come due degli attori più dotati, ma posseggono molto carisma ed empatia; in più l'alchimia tra i due (ottimi amici anche al di fuori del set) è talmente palpabile da rendere credibile il loro amore indissolubile. Insomma, non si mette mai in dubbio che i due siano effettivamente una forza del Bene e che il loro legame e la loro Fede siano davvero le loro armi nascoste. A ben pensarci, i Warren sono ritratti come dei veri e proprio supereroi, lei con i suoi poteri medianici, lui con Bibbia e crocefisso per combattere i demoni ed è anche questo un paragone interessante con il MCU.
In più non si può non considerare l'importante "gancio" promozionale del "basato su una storia vera", capace di garantire un livello ulteriore di coinvolgimento e inquietudine nello spettatore. In questo caso, non solo i coniugi Warren sono realmente esistiti, ma anche il caso riguardante la famiglia Perron e la loro casa infestata è reale e documentato [che non vuol dire che l'infestazione fosse reale, sia chiaro], così come anche gli altri casi su cui sono basati i sequel diretti, anche se chiaramente iper-romanzati per adattarsi a un film horror d'intrattenimento.
Ma, forse, sto esagerando con l'analisi: The Conjuring ha avuto successo e si è trasformato in franchise perché ha saputo impacchettare temi facilmente riconoscibili in un horror di ottimo intrattenimento e mai minimamente disturbante, con i suoi jump scare, ma sostanzialmente adatto a un pubblico generalista che vuole provare giusto qualche innocente brivido, azzeccando i protagonisti e creando un mondo interessante da esplorare.
Ma, forse, sto esagerando con l'analisi: The Conjuring ha avuto successo e si è trasformato in franchise perché ha saputo impacchettare temi facilmente riconoscibili in un horror di ottimo intrattenimento e mai minimamente disturbante, con i suoi jump scare, ma sostanzialmente adatto a un pubblico generalista che vuole provare giusto qualche innocente brivido, azzeccando i protagonisti e creando un mondo interessante da esplorare.
I Veri Warren ad Amityville
L'Elefante Nella Stanza
Parlando del franchise di The Conjuring, non si può però non parlare di quello che è, a tutti gli effetti, l'elefante nella stanza, ovvero quella di scegliere come protagonisti figure alquanto controverse come Ed e Lorraine Warren e presentarle come veri e propri eroi, fattore che ha attirato qualche critica e accuse di ipocrisie verso sceneggiatori e produttori. Senza entrare troppo nel merito della questione [su internet comunque ci sono tantissimi articoli, video e podcast che parlano della cosa e che analizzano il ruolo dei Warren nei casi su cui sono basati i film] c'è più di un sospetto che i coniugi non fossero quei demonologi senza macchia descritti nelle pellicole, ma bensì due truffatori che sfruttavano le debolezze e l'ingenuità delle persone per lucrare con conferenze e libri.
In particolare, il loro coinvolgimento con il caso sovrannaturale più famoso d'America, quello di Amityville, dove hanno sostanzialmente confermato la tesi dell'infestazione della casa e che ha portato alla scrittura di un libro di enorme successo, sarebbe stato in realtà un elaborato piano per lucrare sul delitto compiuto da Ronald De Feo Jr. Anche nel caso del processo riguardante Arne Johnson [accusato di omicidio e la cui linea di difesa consisteva nel dichiarare di essere stato posseduto da un demone, fatti che sono stati la base del terzo film della saga, The Conjuring - Per Ordine del Diavolo] la sorella dello stesso Johnson ha dichiarato che il comportamento dei Warren fu molto sospetto e che dissero alla famiglia di cavalcare la storia della possessione solo per ottenere uno sconto di pena e guadagnare il più possibile da futuri libri e film.
In particolare, il loro coinvolgimento con il caso sovrannaturale più famoso d'America, quello di Amityville, dove hanno sostanzialmente confermato la tesi dell'infestazione della casa e che ha portato alla scrittura di un libro di enorme successo, sarebbe stato in realtà un elaborato piano per lucrare sul delitto compiuto da Ronald De Feo Jr. Anche nel caso del processo riguardante Arne Johnson [accusato di omicidio e la cui linea di difesa consisteva nel dichiarare di essere stato posseduto da un demone, fatti che sono stati la base del terzo film della saga, The Conjuring - Per Ordine del Diavolo] la sorella dello stesso Johnson ha dichiarato che il comportamento dei Warren fu molto sospetto e che dissero alla famiglia di cavalcare la storia della possessione solo per ottenere uno sconto di pena e guadagnare il più possibile da futuri libri e film.
Posto che non è certo compito di questo articolo stabilire la verità storica o fornire giudizi morali sui Warren e sul loro operato, di certo, la scelta di ritrarli come dei veri e propri eroi al servizio del Bene, ignorando qualunque dubbio sulla loro integrità, è una scelta quantomeno questionabile e anche un pelino ipocrita. Certo, pur essendo basati su fatti realmente avvenuti, le quattro pellicole principali di The Conjuring romanzano le vicende a tal punto che devono essere considerate sostanzialmente delle fiction e andrebbero quindi giudicate come tali, con i Warren che si possono praticamente considerare dei personaggi di fantasia, esattamente come il Padre Amorth de L'Esorcista del Papa.
L'Evocazione - The Conjuring
Rhode Island, 1971: la famiglia Perron, composta da madre, padre e cinque figlie, si trasferisce in un casolare in campagna, solo per finire vittima di fenomeni sempre più inspiegabili da parte di supposti fantasmi e poltergeist, fino ad essere fisicamente attaccati da essi. Temendo si tratti di una presenza demoniaca, la famiglia si rivolge ai famosi demonologi Ed e Lorraine Warren, che scoprono che la casa era di proprietà di una strega che, prima di suicidarsi, ha offerto la propria anima a Satana ed è lei a volere distruggere la famiglia Perron. Sarà quindi necessario un esorcismo, ma la Chiesa cattolica darà il permesso per eseguirlo in tempo per salvare la sventurata famiglia Perron?
Il progetto di fare un film basato sulle esperienze vissute dai coniugi Warren era in realtà attivo da quasi vent'anni e caldeggiato inizialmente dallo stesso Ed Warren (morto poi nel 2006, 7 anni prima dell'uscita della pellicola), e una prima sceneggiatura basata su uno dei casi più noti dei due demonologi, quello riguardante la famiglia Perron, era già stata scritta alla fine degli anni '90. Ci vollero però altri 15 anni prima di potere finalmente vedere questa storia sbarcare al cinema, dopo che a interessarsi al progetto furono il produttore Peter Safran (attuale CEO di Warner Bros) e il talentuoso regista (e futuro produttore esecutivo della saga) James Wan.
Come detto due paragrafi più sopra, tutto sommato L'Evocazione - The Conjuring non dice davvero nulla di nuovo, basandosi su alcune delle tematiche più note nel genere horror, ovvero i poltergeist, le possessioni demoniache e, infine, gli esorcismi. Anche la progressione della trama è davvero molto lineare e segue tutti gli snodi tipici: il trasloco in una nuova casa, i fenomeni insoliti, l'infestazione che esplode arrivando a fare del male agli inquilini e gran finale con Bibbia, rosario ed esorcismo di rito [ok, questa era pessima, perdonatemi]. A fare la differenza sono i particolari: innanzitutto la regia di James Wan, che già aveva fatto vedere cose molto interessanti con le sue prime pellicole (in particolare con Insidious e i suo geniali jump scare), che con questa fa il definitivo salto di qualità, non solo per la comprovata capacità di nascondere presenze in piena vista nelle inquadrature costruendo al meglio gli spaventi (merito anche della solita manopola del volume che va a livello 11 [sì, questo è un omaggio a Rob Reiner]), ma anche per la mano ferma, per l'atmosfera gotica (ottimo lavoro alla fotografia, quello del veterano John R. Leonetti) e le inquadrature non banali, nonché per una certa, sempre piacevole, artigianalità.
A questo si aggiunge la scelta perfetta di casting di Vera Farmiga e Patrick Wilson, che interpretano i protagonisti con grande convinzione e con ancora più grande chimica che li rende una perfetta e soprattutto credibile coppia, che è un fattore fondamentale per generare empatia nello spettatore. E, infine, c'è una sceneggiatura solida, che si prende tutto il tempo necessario a costruire al meglio il mondo narrativo (e che sarà poi fondamentale per la creazione dell'universo condiviso), in particolare introducendo come prima cosa l'inquietantissima bambola Annabelle (marchio di fabbrica del buon James Wan) e il famoso museo dei Warren pieno di artefatti stregati, posseduti o incantati, in modo da creare con pochi tocchi una vera e propria mitologia dietro i due demonologi.
A questo si aggiunge la scelta perfetta di casting di Vera Farmiga e Patrick Wilson, che interpretano i protagonisti con grande convinzione e con ancora più grande chimica che li rende una perfetta e soprattutto credibile coppia, che è un fattore fondamentale per generare empatia nello spettatore. E, infine, c'è una sceneggiatura solida, che si prende tutto il tempo necessario a costruire al meglio il mondo narrativo (e che sarà poi fondamentale per la creazione dell'universo condiviso), in particolare introducendo come prima cosa l'inquietantissima bambola Annabelle (marchio di fabbrica del buon James Wan) e il famoso museo dei Warren pieno di artefatti stregati, posseduti o incantati, in modo da creare con pochi tocchi una vera e propria mitologia dietro i due demonologi.
In definitiva L'Evocazione - The Conjuring è indubbiamente un film che rimescola sapientemente elementi classici divenendo in pratica una sorta di manifesto dell'horror moderno, un canovaccio che sarà copiato tante volte (anche all'interno dello stesso Conjuring-Verse, ovviamente), ma raramente con la stessa efficacia.
Annabelle
La giovane coppia di novelli sposi John (interpretato da Ward Horton) e Mia (interpretata da Annabelle Wallis, quando si dice il destino) vive un'esistenza tranquilla nei sobborghi di Santa Monica, in attesa della nascita della loro primogenita; Mia, tra l'altro, colleziona bambole antiche di porcellana. Una notte, i loro vicini di casa sono aggrediti e uccisi da membri di una setta satanica: due di essi, un uomo e una donna, per sfuggire alla polizia, si introducono a casa di John e Mia. L'uomo viene presto neutralizzato, ma la donna (che si scoprirà essere la figlia della coppia assassinata, Annabelle Higgins) si barrica nella cameretta della futura nascitura: capendo di non avere più scampo, decide di togliersi la vita abbracciando nel contempo una delle bambole della collezione (ovviamente la futura Annabelle). Dopo questa tragica notte, cominciano a succedere cose strane a casa di John e Mia, fino a un misterioso incendio che divora parte della casa: Mia, tra l'altro, sostiene che una forza sovrannaturale abbia tentato di trascinarla tra le fiamme e che la colpa sia della bambola, che conterrebbe l'anima depravata di Annabelle Higgins. Nonostante un trasloco a Pasadena e la volontà di disfarsi della bambola, essa continua a rispuntare fuori: non solo gli eventi inspiegabili continueranno, ma la coppia scoprirà che la bambola è in realtà la dimora di un potentissimo demone in caccia di anime umane...
Il successo della bambola Annabelle, apparsa giusto in poche scene ne L'Evocazione - The Conjuring, è stato talmente immediato da portare la dirigenza Warner a mettere immediatamente in cantiere uno spin-off per narrarne le origini (o, meglio, parte delle origini) e come sia finita poi nelle mani dei Warren fino a divenire la "star" del loro museo di artefatti occulti. D'altronde è stato geniale James Wan (vero e proprio guru dei pupazzi diabolici), non potendo ovviamente sfruttare l'aspetto della vera Annabelle (una "normalissima" bambola Raggedy Ann, credo ancora in produzione), a pensare a un design totalmente nuovo, immaginandola come un balocco di porcellana, con un'aria quindi antica e preziosa, ma con un'espressione beffarda e sottilmente inquietante.
Sono bastati pochi minuti nell'introduzione di L'Evocazione - The Conjuring per accendere immediatamente la fantasia degli spettatori e così, tempo giusto un anno dall'uscita del primo film, viene rilasciato Annabelle. A scrivere la sceneggiatura è Gary Dauberman, nome che contribuirà a ben quattro pellicole del Conjuring-verse, mentre a dirigere è John R. Leonetti, direttore della fotografia del primo The Conjuring. È proprio nella composizione delle scene che il film svetta, grazie sicuramente all'esperienza del regista nel campo della fotografia: in particolare la prima vera apparizione del demone nella scena principale della pellicola è davvero ben fatta e risolleva il film da una certa mediocrità di fondo. Il ritmo è infatti troppo lento e compassato, la trama è alquanto prevedibile e la prestazione degli attori coinvolti, in particolare quella di Annabelle Wallis [davvero un po' troppo algida per rappresentare il fulcro emozionale della pellicola], non certo esaltante. Per carità, riuscire a fare un film horror credibile basato su una bambola indemoniata non è cosa semplice, soprattutto visto che, a parte poche scene visionarie, Annabelle (per fortuna) rimane lì, statica con il suo sguardo estremamente beffardo: insomma, non basta l'aspetto azzeccatissimo del balocco, serve anche un buono sforzo registico per renderla veramente inquietante e si può dire che John R. Leonetti sia riuscito pienamente nell'intento. Purtroppo è ciò che sta intorno a non funzionare benissimo, rendendo Annabelle una pellicola non certo memorabile, per quanto comunque guardabile. Fortunatamente ci penseranno i successivi due film a risollevare il [ehm] buon nome della più famoso bambola indemoniata al mondo.
Dopo avere compiuto un esorcismo su Maurice Therault, detto il "Francese" (personaggio le cui origini saranno svelate più avanti nella saga), liberandolo da un potente demone che ha preso le sembianze di un'inquietantissima suora (interpretata da Bonnie Aarons), Lorraine Warren è tormentata da visioni riguardanti la morte del marito Ed per mano di questo essere satanico. Un anno più tardi, la coppia di demonologi è chiamata da Padre Gordon (interpretato da Steve Coulter) per indagare su un caso di poltergeist in Inghilterra ad Enfield: in una casa popolare della zona abitata dalla famiglia Hodgson (formata da madre single con quattro figli a carico), infatti, avvengono fatti sempre più sconvolgenti con letti che levitano e oggetti che volano. In particolare, è la figlia minore Janet (interpretata da Madison Wolfe) a subire maggiormente le attenzioni dello spirito maligno. Mentre la storia attira l'attenziona dei media, i Warren inizieranno la loro indagine per capire se l'infestazione sia reale o se sia solo un modo per Janet di attirare l'attenzione su di sé: i due demonologi scopriranno che la casa parrebbe essere infestata dal proprietario precedente, che vuole mandare via la famiglia Hodgson. Ma qualcosa non quadra, e all'opera ci potrebbe essere qualcosa di molto più sinistro e pericoloso.
Dopo gli ottimi risultati del primo film e dello spin-off Annabelle, è il momento di battere il ferro finché è caldo e, quindi, ecco arrivare il sequel di The Conjuring, ancora una volta diretto da James Wan. Invece di scegliere il caso più celeberrimo che ha visto coinvolti i veri Warren, ovvero Amityville (presente solo nel prologo della pellicola), il team di sceneggiatori ha invece optato per un'altra indagine, quella relativa al Poltergeist di Enfield, in Inghilterra, che fece comunque molto clamore ai tempi, anche per la inusuale abbondanza di materiale fotografico e audiovisivo a supporto della tesi dell'infestazione. Una scelta vincente, sia perché i fatti di Amityville sono stati esplorati molteplici volte al cinema (con pellicole raramente memorabili, a voler essere sinceri), sia perché si tratta di avvenimenti alquanto controversi.
Da buon sequel appartenente a una saga horror, anche The Conjuring 2 segue abbastanza fedelmente il canovaccio del primo film: una famiglia si sposta in una nuova casa, accadono i primi fatti sovrannaturali, l'infestazione esplode e i Warren devono risolvere la situazione. La differenza fondamentale è l'introduzione di un vero e proprio villain (la suora demone, davvero potente e inquietante), volta a rendere il finale più teso e dinamico. In una pellicola quindi abbastanza prevedibile nei suoi snodi, la differenza la fa, ancora una volta James Wan: il regista di origini malesi si sbizzarrisce con inquadrature sempre più ardite, particolari ben nascosti in piena vista e una costruzione ancora più ragionata delle scene di paura, su tutte l'apparizione della suora in casa Warren e il momento riguardante il cosiddetto "Crooked man" che esce da un carillon [che avrebbe dovuto in realtà portare a un altro spin-off, poi messo in naftalina per mancanza di una sceneggiatura, nonostante James Wan abbia dichiarato che il progetto non è ancora morto].
Per contro, è innegabile che The Conjuring 2 duri davvero troppo (quasi 2 ore e 15 minuti!) per un film horror sui fantasmi e che la trama, nel passaggio tra il secondo atto e il terzo, si avviluppi su se stessa, con un'intuizione davvero casuale e poco credibile che riporta i protagonisti in scena per la battaglia finale, comunque ben girata. Oltre a questo, la pellicola sembra prendersi un po' troppo sul serio e mancano quasi totalmente alcuni tocchi più leggeri che avevano caratterizzato L'Evocazione, rendendo la narrazione più snella. Aldilà di questi difetti, The Conjuring 2 - Il Caso Enfield è sicuramente uno degli highlight di tutta la saga e un horror solido e avvincente. Purtroppo, una volta terminati gli obblighi contrattuali, James Wan deciderà di passare al ruolo di produttore esecutivo della saga, e la sua assenza si noterà parecchio negli ulteriori sequel della saga principale.
Tutte delle opere appartenenti al Conjuring-Verse sono disponibili in streaming o in VOD. Consiglio di utilizzare il portale JustWatch per controllare dove sono disponibili per l'acquisto o lo streaming. Tutti i film sono inoltre disponibili in formato fisco presso i maggiori store online.
Fine Parte 1
Finisce qui la prima parte di questo lungo articolo dedicato al Conjuring-Verse.
La seconda parte e la terza parte sono disponibili a questo URL:
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