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Note Importanti:
- Il seguente articolo contiene alcuni SPOILER minori sui film recensiti, grazie.
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The Conjuring-Verse: Un Improbabile Universo Cinematografico Condiviso (Articolo - Terza Parte)
Dopo avere analizzato i primi due film della saga principale e gran parte degli spin-off, è ora di arrivare al gran finale, con tre pellicole (purtroppo) dirette da Michael Chaves: The Conjuring 3 - Per Ordine del Diavolo, The Nun II e, infine, The Conjuring 4 Il Rito Finale, la pellicola che ufficialmente [forse] sancisce la fine delle avventure dei Warren senior (ovvero Ed e Lorraine), ma, ovviamente non del franchise. Una conclusione in netto calando di qualità (ma non di popolarità), purtroppo, che saluta la coppia di demologi più amata del pubblico, lasciando bene aperta la porta a nuove indagini, probabilmente portate avanti dalla nuova generazione, ovvero la figlia Judy Warren e il suo consorte Tony.
The Conjuring 3 - Per Ordine del Diavolo
1981: i coniugi Warren questa volta devono vedersela, insieme al fido Padre Gordon, con la possessione demoniaca di un ragazzino, David Glatzel, ormai ridotto in fin di vita. L'esorcismo è alquanto violento e drammatico, tanto che il demone riesce a causare un attacco di cuore al povero Ed. Quando tutto sembra perduto, Arne Johnson (interpretato da Ruairi O' Connor), fidanzato di Debbie Glatzel (interpretata da Sarah Catherine Hook), affronta il demone offrendosi come nuovo ospite, liberando e salvando David. Purtroppo il demone prenderà presto possesso delle azioni di Arne, obbligandolo a compiere un efferato omicidio e finendo quindi arrestato, con la concreta possibilità che venga condannato a morte. I Warren (Ed nel frattempo si è ripreso dall'infarto) decidono di aiutare Arne non solo nel processo, dove sosterranno la tesi della possessione demoniaca in aula, ma inizieranno le indagini scoprendo ben presto che, dietro la possessione del piccolo David, c'era la mano di qualcuno molto potente e avvezzo alla magia nera. Lo scontro, prima o poi, tra i Warren e questo personaggio sarà dunque inevitabile.
Per il terzo capitolo delle avventure dei Warren è stato scelto uno dei loro casi più interessanti [anche se, a dire il vero, il coinvolgimento dei due demonologi fu abbastanza limitato e la stessa sorella di Arne espresse parecchi dubbi sulla loro condotta], ovvero quello relativo ad Arne Johnson, il primo processo nella storia degli Stati Uniti dove la linea di difesa dell'imputato consisteva nel sostenere che esso fosse sotto il controllo di un demone durante l'omicidio. C'era indubbiamente un buon potenziale nella storia, magari mischiando le classiche suggestioni horror della serie con un dramma giudiziario, replicando il modello vincente dello splendido The Exorcism of Emily Rose di Scott Derrickson. Purtroppo lo sceneggiatore David Leslie Johnson-McGoldrick deve avere avuto paura nel gestire generi così distanti e ha optato per eliminare completamente dal film qualunque scena relativa al processo, compresa quella in cui i Warren convincono l'avvocato difensore della loro serietà, invitandola a un tour del loro museo (che, con grande delusione, avviene fuori scena).
Detto questo, The Conjuring 3 - Per Ordine del Diavolo è sicuramente la pellicola più particolare tra quelle della saga principale dei Warren. Nonostante spiriti e demoni siano ovviamente presenti, gran parte della narrazione è dedicata alle indagini dei Warren nel capire chi sia il vero responsabile di tutto: il villain questa volta è umano e questo fattore sposta tutto verso territori più terreni rispetto al solito, sconfindando addirittura nel genere supereroistico, pur sotto mentite spoglie. Questa volta Lorraine deve vedersela con qualcuno con poteri probabilmente superiori ai suoi, mentre Ed è fatalmente limitato dall'infarto patito all'inizio del film. È proprio in virtù dello scontro finale, ben costruito e caratterizzato da una buona tensione, che la pellicola riesce a raggiungere una sostanziale sufficienza, benché, è necessario sottolinearlo, The Conjuring 3 nei suoi primi due atti finisca per girare un po' a vuoto. Inutile dire che l'assenza in cabina di regia di James Wan si sente tantissimo e il suo sostituto, Michael Chaves, non ne è certo all'altezza. Il suo lavoro sulla pellicola è scolastico e manca di qualunque guizzo o personalità, pur riuscendo a mantenere alta la tensione nella scena madre.
The Nun II
1956: 4 anni dopo gli eventi accaduti in Romania, una serie di efferati omicidi compiuti in luoghi sacri costringe il Vaticano a richiamare Suor Irene (sempre interpretata da Taissa Farmiga) per indagare e capire, anche grazie ai poteri medianici, se il demone Valak sia ancora in circolazione. Ad accompagnarla l'amica Suor Debra (interpretata da Storm Reid), una novizia che ha sentito sì la vocazione, ma la cui Fede non è così forte, tanto da dubitare dei dogmi cristiani. Mentre indaga sul brutale omicidio di un prete a Tarascona, Suor Irene ha una terrificante visione riguardante Valak (interpretata da Bonnie Aarons), che le conferma che la demoniaca suora è la vera colpevole. Irene comprende inoltre che il demone ha preso possesso di Maurice (sempre interpretato da Jonas Bloquet), presente in tutte le città in cui si sono svolti gli omicidi, e che probabilmente Valak sta cercando qualcosa collegato al culto di Santa Lucia. Dopo una breve sosta in Vaticano per capire quale sia questa potente reliquia e dove possa essere custodita, Irene e Debra si dirigono verso un monastero sconsacrato ad Aix-En-Provence in Francia, ora divenuto un collegio femminile, dove ovviamente trovano Maurice, assunto come tuttofare. Inutile dire che Irene dovrà vedersela ancora con la terribile suora demoniaca, proteggere le alunne del collegio ed evitare che la potente reliquia finisca nelle mani del Male.
È Arrivato L'Ultimo Numero di Tiramolla?
Dopo un primo film alquanto stupido e vacuo (ma di grandissimo successo al botteghino, è giusto ricordarlo) non è che si potessero avere grandi aspettative per il sequel, ma, purtroppo, The Nun II riesce nel difficile compito non solo di mantenere gli stessi difetti del primo, ma anche di amplificarli ulteriormente. D'altronde i segnali erano abbastanza chiari: quando il trailer è costretto a spoilerare interamente l'unica scena di spavento con un po' di originalità e creatività (mi riferisco a quella dell'edicola) presente nel film, è chiaro che c'è da preoccuparsi. Come detto, i difetti della pellicola rimangono sempre quelli: Valak è ancora più potente, ma, piuttosto che raggiungere il suo scopo facilmente, passa il film a giocare tiri mancini sempre più elaborati e a spaventare delle povere scolarette [sic]. La narrazione non ha il minimo ritmo e balza da una scena di paura all'altra; in mezzo tanta, troppa noia. Il "MacGuffin" questa volta è talmente ridicolo da essere esilarante e, per non farci mancare nulla, viene svelato anche il perché Irene sia così somigliante a Lorraine Warren [fortunatamente non c'entrano gravidanze inattese e mistiche, ma è comunque molto poco credibile].
E, spiace continuare a sparare sulla Croce Rossa, ma Michael Chaves dimostra ancora una volta la sua totale mediocrità, anche in un film tutto sommato abbastanza anarchico dove avrebbe potuto sbizzarrirsi un attimo [a un certo punto c'è pure un caprone satanico mastodontico!!!]. Gli unici guizzi degni di nota sono la già citata scena dell'edicola e lo scontro finale, che devo ammettere essere ben eseguito con un'idea azzeccata per risolvere lo scontro. Anche Taissa Farmiga, che continua ad interpretare il personaggio di Suor Irene con la giusta convinzione ed empatia, tenta di fare il possibile per risollevare la pellicola, ma, purtroppo, non basta. The Nun II è quindi un'opera ancora più stupida e pedestre del primo film, peraltro condannata da una certa noia, con la narrazione che si trascina molto a fatica tra una scena di paura e l'altra. In definitiva, solo per completisti (e un minimo masochisti).
The Conjuring 4 - Il Rito Finale
!964: i novelli sposi Ed e Lorraine Warren, quest'ultima incinta della loro prima figlia, stanno investigando su uno specchio ritenuto infestato. Una volta constatata la presenza satanica, i due tentano di scacciare il demone, ma Lorraine ha una visione terrificante ed entra in travaglio. Giunti all'ospedale, Lorraine percepisce in sala parto la presenza del demone che sembra causare la morte della neonata Judy; le preghiere di Lorraine, però, riportano miracolosamente in vita la figlia. Due decenni dopo, quello stesso specchio entra in casa della famiglia Smurl e, immediatamente, iniziano ad avvenire fatti sempre più pericolosi e violenti che minacciano la famiglia. Nel frattempo, i Warren stanno organizzando il matrimonio della figlia Judy (questa volta interpretata da Mia Tomlinson) - che ha ereditato i poteri medianici della madre e che sta facendo sempre più fatica a controllarli - con l'ex poliziotto Tony (interpretato da Ben Hardy). Contattati da Padre Gordon riguardo la situazione degli Smurl, i Warren inizialmente rifiutano a causa delle condizioni di salute di Ed, ma, dopo che Judy fa un sopralluogo nella casa infestata, li convince ad intervenire un'ultima volta. I due demonlogi scopriranno che la casa è infestata da tre spiriti, ma che, esattamente come a Enfield, all'opera c'è un'entità molto più potente che li controlla. Ce la faranno i due demonologi a sconfiggere questa minaccia proveniente dal loro passato?
Ancora Michael Chaves, Noooooo!!!
The Conjuring 4 - Il Rito Finale si pone due obiettivi fondamentali: innanzitutto preparare il campo a una nuova coppia di protagonisti (ovviamente la figlia Judy e il genero Tony) per fare proseguire la saga e, in seconda battuta, rendere omaggio alla saga stessa con un episodio che riprenda volutamente gli snodi principali dei primi due film, questa volta prendendo ispirazione dal caso reale di infestazione di casa Smurl. Per quanto riguarda il primo obiettivo, il film (che dura quasi due ore e mezza, decisamente troppo) si prende tutto il tempo necessario a caratterizzare il personaggio di Judy e i suoi poteri, e il suo consorte, il buono e volenteroso Tony. Una sottotrama indubbiamente necessaria per garantire un futuro all'universo, ma che ingloba totalmente la prima metà della pellicola, che è fatalmente noiosa e risulta non così interessante, indubbiamente tirata troppo per le lunghe.
La parte più squisitamente horror occupa tutto il secondo tempo ed è qui che arrivano le maggiori delusioni: se, con il terzo film della saga, Michael Chaves se l'era cavata grazie anche a un tipo di storia abbastanza differente dal canone, in The Conjuring 4 si trova nella complicata situazione di dovere replicare lo stile di James Wan e i suoi tipici jump scare ricercati. Purtroppo il paragone è alquanto impietoso e il regista americano mostra tutti i suoi limiti, finendo per scimmiottare male lo stile di Wan. Anche lo scontro finale, nonostante una riuscita apparizione in versione kaiju di Annabelle (non poteva certo mancare), finisce per deludere terribilmente, con una CGI piuttosto orrenda e una soluzione visiva alquanto pacchiana che finisce per uccidere completamente la tensione. Insomma, purtroppo la saga principale si conclude con una nota estremamente negativa, almeno dal punto di vista narrativo, dal momento che The Conjuring 4 ha invece fatto sfracelli al box office, guadagnandosi anche il record del miglior weekend di apertura negli States per un film horror.
Il Futuro della Saga
Con The Conjuring 4 - Il Rito Finale si conclude (più o meno ufficialmente) la saga cinematografica di Ed e Lorraine Warren, ma ovviamente non del franchise. D'altronde quest'ultima pellicola ha macinato qualcosa come 494 milioni di dollari (fonte: BoxOfficeMojo) e sarebbe assurdo interrompere un universo cinematografico così ben avviato. E, infatti, si sa che sono in preparazione sia una serie per HBO Max (e, probabilmente, Netflix), sia un nuovo film della serie principale; contestualmente, anche un sequel per La Llorona è già in pre-produzione. La domanda però è: chi saranno i protagonisti dei prossimi capitoli della saga? Tutto parrebbe indicare la nuova generazione di Warren, ovvero la figlia Judy e il marito Tony, ma credo che in Warner analizzeranno per bene il feedback dell'ultimo film per capire se il pubblico li accetterà come nuovi protagonisti. Più complessa un'operazione di recasting per i personaggi di Ed e Lorraine in stile James Bond, visto quanto Patrick Wilson e Vera Farmiga sono entrati nei cuori dei fan. E rimane sempre l'opzione più ovvia, ovvero Peter Safran e James Wan che vanno in ginocchio (e con un lauto assegno) da Patrick e Vera, pregandoli di tornare. D'altronde, se Harrison Ford ha girato un film di Indiana Jones con oltre 80 anni sul groppone, non vedo perché Patrick Wilson non possa scacciare demoni con crocifisso, Bibbia e deambulatore. Scherzi a parte, il franchise di The Conjuring si trova adesso nella stessa situazione del MCU dopo la fine della Infinity Saga, quella di dovere dire addio ai personaggi storici e ripartire con nuove facce: un processo che non è esattamente andato liscio per l'universo supereroistico più amato al cinema, vedremo se a Wan e Safran le cose andranno meglio.
Considerazioni Finali
Siamo così arrivati alla fine di questa lunga (e un pelino divertita) analisi del cosiddetto Conjuring-Verse, l'unico vero altro universo cinematografico condiviso ad avercela fatta insieme al MCU. Merito dei due deus ex-machina di questo universo narrativo, ovvero James Wan e Peter Safran, che sono riusciti a creare il prototipo perfetto dell'horror moderno per le masse, film che la gente va a vedere non per uscirne inquietata e disturbata, ma per intrattenimento e per fare qualche bel salto sulla poltrona. Aggiungendo a questo un duo di protagonisti azzeccatissimi e alcune strutture narrative classiche mutate dal mondo dei supereroi e si può capire come il duo sia riuscito a creare un vero e proprio franchise di successo. Che non vuol dire, automaticamente, che la qualità sia sempre stata alta. Anzi, possiamo idealmente dividere le pellicole in tre gruppi. In primis quelle di qualità superiore alla media, ovvero i primi due The Conjuring, graziati dalla regia di James Wan, Annabelle 2 Creation, forse la pellicola horror più forte e inquietante del lotto e infine Annabelle 3, il più divertente film della saga. Nel secondo gruppo che si assesta intorno alla sufficienza metterei il primo Annabelle grazie al buon lavoro su messa in scena e composizioni delle immagini e The Conjuring 3 per il coraggio di staccarsi leggermente dal canone, pur con qualche sostanziale difetto. Dietro la lavagna, invece, finiscono i due The Nun, davvero vacui e anche un po' stupidi, il pessimo La Llorona e The Conjuring 4, lento e noioso nella prima parte, assolutamente deludente nella seconda. Finisce qui, quindi, questo lunghissimo articolo, in attesa di vedere dove ci porteranno Peter Safran e James Wan, oltre a capire che piani avrà Netflix (sempre che avvenga il sospirato closing dell'acquisizione di Warner) per il franchise.
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