Weapons (Recensione) - È Nata una Stella?

Weapons – Recensione del film horror di Zach Cregger

 Un particolare della locandina del film Weapons, diretto da Zach Cregger

Recensione a cura di Albyrinth  - tutte le immagini sono copyright degli aventi diritto

Nota Importante: la seguente recensione contiene alcuni SPOILER sul film Weapons, senza comunque rivelare la soluzione del mistero portante (la scomparsa dei bambini), né mostrare il villain. Grazie.

Non c'è dubbio che Zach Cregger sia il nome caldo della scena horror, tanto da venire già definito il "nuovo" Jordan Peele [cosa un po' assurda, visto che Jordan ha comunque diretto tre film in carriera, giusto uno in più di Zach], sia perché entrambi i registi si sono fatti le ossa nel mondo della comicità, sia per una certa tendenza a ibridare la materia orrorifica con altri generi, riuscendo a infilare al contempo sottotesti di natura sociale. Cregger aveva giù mostrato cose interessantissime nel suo debutto Barbarian (ne avevo parlato brevemente QUI), ma con Weapons è riuscito addirittura a scatenare una guerra tra i vari studios per accaparrarsi i diritti sulla sola base dello script preliminare. Alla fine, l'ha spuntata la Warner, che ci ha visto decisamente lungo: il film, infatti, è riuscito a incassare qualcosa come 268 milioni di dollari (fonte: BoxOfficeMojo) a fronte di un budget dichiarato di 38. Insomma la grande sorpresa della stagione estiva. Ma è davvero tutto oro ciò che luccica? Sicuramente sì: per quanto mi riguarda, infatti, Weapons è la migliore pellicola horror dell'anno, nonostante non tutto giri così alla perfezione.

Julia Garner, tra i protagonisti del film Weapons, diretto da Zach Cregger

Una Classe Svanita nel Nulla

Maybrook, Pennsylvania. Alle 2.17 di notte, tutti gli alunni di una classe elementare (tranne uno) escono dalle loro case correndo verso una destinazione ignota, scomparendo nel nulla. La comunità, scioccata dall'evento, se la prende con la maestra Justine (interpretata da Julia Garner), che, nonostante la ricaduta nella dipendenza dell'alcool, decide di investigare sulla situazione personalmente, vista anche la totale impotenza della polizia nel cercare indizi. La sua strada si incrocerà con quelle del poliziotto Paul Morgan (interpretato da Aiden Ehrenreich), amante occasionale della ragazza ed ex-alcolista, del drogato James (interpretato da Austin Abrams) e soprattutto di Archer (interpretato da Josh Brolin), padre di uno di bambini che sta investigando anche lui sull'accaduto. La verità sulla misteriosa sparizione di massa sarà però molto più terrificante di quanto avessero potuto mai immaginare.

Un fotogramma tratto dalla scena di apertura del film Weapons di Zach Cregger

Un Inizio Clamoroso

Anche se abbondantemente spoilerato da locandine e trailer, la scena che apre Weapons è realmente clamorosa. La corsa dei bambini nelle strade deserte notturne di Maybrook, mentre sotto sentiamo suonare le note quasi bucoliche di "Beware of Darkness" [occhio al titolo della canzone, che non è certo casuale!] di George Harrison, è semplicemente perfetta e aiuta a stabilire immediatamente il tono della pellicola: l'innocente e (teoricamente) felice corsa dei bambini contrapposta a qualcosa di oscuro ed inquietante che serpeggia tra i giardini impeccabili e i vialetti tutti uguali delle tipiche zone residenziali americane, quasi a comunicare che il vero orrore si annida lì. È altrettanto interessante notare come la scena possieda inoltre un'atmosfera chiaramente fiabesca e il pensiero non può che andare a Il pifferaio di Hamelin dei Fratelli Grimm: una scelta non casuale, dal momento che anche il terzo atto del film contiene più di un elemento proveniente dal mondo delle favole, che rappresenta una delle chiavi di lettura della pellicola e che mostra come Zach Cregger sia in grado di maneggiare bene diversi generi e registri.

Una scena tratta dal film Weapons, diretto da Zach Cregger

Il Piacere della Narrazione

Dopo la prima - memorabile - scena, Zach Cregger inizia a costruire il proprio film. Per farlo sceglie di seguire ognuno dei protagonisti (i già citati personaggi della maestra Justine, del poliziotto Paul, del drogato James e del padre Archer, tutti ottimamente interpretati dai rispettivi attori) separatamente, ricorrendo a una narrazione non cronologica degli eventi, con la trama che si dipana lentamente grazie agli incroci delle varie storyline. In pratica, lo stesso tipo di narrazione che caratterizza il capolavoro Magnolia di Paul Thomas Anderson, anche se ovviamente con una portata più ristretta. In questo modo Cregger si prende tutto il tempo per caratterizzare al meglio i protagonisti e renderli tridimensionali nei loro difetti e nelle loro motivazioni.
Nel fare questo, il regista americano dimostra di sapere, come già detto nel paragrafo precedente, maneggiare generi e registri differenti con molta perizia. Abbiamo così momenti drammatici alternati a scene squisitamente horror (soprattutto le terrificanti visioni che tutti i protagonisti hanno e che anticipano l'arrivo del memorabile villain nel terzo atto, in un riuscitissimo omaggio all'It di Stephen King) e anche della riuscitissima black comedy, in particolare nelle interazioni tra i personaggi di Paul e James. Da sottolineare anche una colonna sonora (opera dei fratelli Ryan e Hays Halladay, già compositori per la colonna sonora di Barbarian) davvero potente ed efficace che segue alla perfezione la sceneggiatura e che rende davvero consigliata la visione in sala o, quantomeno, con un impianto home theater di buona qualità.
Ho intitolato questo paragrafo "Il Piacere della Narrazione" perché è chiaro che a Zach Cregger piace raccontare storie (cosa che, peraltro, si evinceva chiaramente anche dai primi due atti di Barbarian), piace prendersi cura dei personaggi e andare oltre il seguire semplicemente la trama, anche se, a conti fatti, si tratta di qualcosa di superfluo, se si considera la sola trama principale. Certo, il risultato è che Weapons dura quasi 2 ore e 15 minuti e che, oggettivamente, poteva essere un po' più asciutto in certe parti, ma, francamente, il tutto è eseguito talmente bene che non pesa minimamente, soprattutto quando la "vera" trama principale inizia ad incalzare e facciamo, finalmente, la conoscenza del vero villain.

Una sanguinolenta scena del film Weapons con protagonista Benedict Wong

Un Cattivo Terrificante e Memorabile

Aldilà della struttura narrativa e dei virtuosismi di Zach Cregger, Weapons non poteva certo funzionare senza una soluzione credibile del mistero portante (ovvero: dove siano finiti tutti gli alunni della classe di Justine) e senza un villain realmente memorabile. Fortunatamente il regista americano riesce a concepire una soluzione solida e credibile al mistero, introducendo al contempo un cattivo davvero da antologia come il personaggio interpretato in maniera incredibile da Amy Madigan. Senza svelare troppo, non è solo l'ottimo e inquietante make up a spiccare (soprattutto nelle terrificanti scene oniriche che anticipano l'arrivo del personaggio), è proprio il modo in cui l'attrice plasma il personaggio a risultare vincente. Nasce così un personaggio realmente inquietante, capace di dare sui nervi allo spettatore (davvero efficace la scena con l'ottimo Benedict Wong) e davvero cattivissimo fino al midollo. Insomma, uno dei migliori villain horror visti nell'ultimo decennio e non solo, un personaggio davvero memorabile che porta il film quasi completamente sulle sue spalle nel terzo atto.

Una delle terrificanti scene oniriche presenti nel film Weapons

Un Finale Catartico

Ma la vera ciliegina sulla torta è il finale: la scena dell'inseguimento finale è davvero potente ed avvincente e dimostra ancora una volta la versatilità di Zach Cregger. Il regista americano è infatti abile a mixare tensione, puro orrore (senza spoilerare troppo c'è davvero molto sangue) e, incredibile a dirsi, comicità slapstick in quello che sembra essere un assurdo omaggio alle tipiche gag di Benny Hill (e ovviamente, sulla rete c'è più di un video della scena montata con la musichetta di "Yakety Sax"). Dopo un terzo atto potente e inquietante, con lo spettatore in balìa di un villain mefistofelico, il finale di Weapons ha un potere fortemente catartico e liberatorio, nonostante una chiusura tutt'altro che positiva o consolatoria.

Una scena del film Weapons con Julia Garner e Josh Brolin

Un Mosaico Imperfetto

Detto dei tanti fattori positivi di Weapons, credo sia anche giusto parlare del difetto principale del film, che, a ben vedere, è lo stesso di Barbarian (dove però la cosa passava più inosservata, essendo la pellicola sicuramente più contenuta): in pratica, ciò che viene narrato nei primi due atti (ovvero le quattro storie che si incrociano), alla fine non ha un grande legame con quanto avviene nel terzo atto, con lo svelamento del mistero, l'arrivo sulla scena del villain e il già citato gran finale. A ben pensarci, tutta la storia relativa ai problemi con l'alcool di Justine e alla sua vita sentimentale instabile, così come tutta la sottotrama relativa alle interazione tra il poliziotto e il drogato sono - narrativamente parlando - superflue. Non parlo di livello qualitativo, in quanto i primi due atti del film sono splendidi, a mio giudizio, ma proprio di peso narrativo. Facciamo un gioco: tagliando tutte queste scene e tenendo solo le scene con Justine e Archer che indagano, sarebbe cambiato qualcosa a livello di comprensibilità del terzo atto? Probabilmente no, e viene il sospetto che il processo creativo dietro a Weapons sia partito dal finale e che le quattro storie che caratterizzano i primi due atti siano state concepite in seguito, senza però riuscire a legare brillantemente il tutto. Un vero e proprio peccato, perché con una scrittura più sottile, avremmo avuto tra le mani uno dei migliori film horror degli ultimi 30 anni.

La scena onirica con l'apparizione del fucile gigante in Weapons di Zach Cregger

Oltre a questo, mi permetto di segnalare un altro paio di difetti: il primo riguarda il sottotesto politico, che era piuttosto chiaro sin da subito e che invece Zach Cregger decide di esplicitare a caratteri cubitali con l'inutile [e pure un po' pacchiana] apparizione del fucile d'assalto gigantesco nel sogno di Archer. Una caduta di stile piuttosto evidente, peraltro all'interno di un film che tratta invece lo spettatore con intelligenza, evitando spiegoni e inutili flashback, e lasciando il finale aperto, ma perfettamente comprensibile. 
Il secondo difetto riguarda la scena con Justine che si addormenta in macchina mentre tiene d'occhio la casa sospetta che, per quanto fondamentale nell'economia della trama, ho trovato davvero quasi irragionevole con il villain che agisce in modo fin troppo cervellotico.
L'ultimo problema riguarda il mistero portante della pellicola, che, lo ripeto, è ben gestito, ma il cui svelamento finisce per essere fin troppo scontato: intendo dire, è chiaro sin dal primo istante che un personaggio in particolare è (volente o nolente) coinvolto, così come è assurdo che la polizia non sia riuscita a capire come siano effettivamente spariti i bambini (e le scene con cui Zach Cregger giustifica la cosa sono davvero al limite massimo della sospensione dell'incredulità). 

Una locandina alternativa del film Weapons, di Zach Cregger

In Conclusione

Weapons è stata la sorpresa dell'estate in campo horror, non solo contando il risultato davvero degno di nota al botteghino (contando anche la grande crisi che stanno attraversando i cinema nel 2025), ma soprattutto per la sua qualità. Zach Cregger confeziona infatti una pellicola complessa e ottimamente sceneggiata con una narrazione stratificata, dove ognuno dei protagonisti ha la sua storyline, fino ad arrivare a un terzo atto davvero potente e inquietante, retto dallo splendido villain interpretato da Amy Madigan, che tormenterà gli incubi degli spettatori per molto tempo. È altrettanto vero che la pellicola non è certo immune da difetti, tra un paio di scene meno riuscite, alcune scelte narrative non efficacissime e soprattutto il fatto che i primi due atti risultino, a conti fatti, meno connessi di quanto parrebbe al terzo e conclusivo atto. 
Detto questo, non c'è dubbio che Weapons sia uno dei migliori e più ambiziosi film horror visti negli ultimi anni, a mio modesto parere il migliori di questa annata (ma Bring Her Back ci è arrivato molto molto vicino); una pellicola che proietta il nome di Zach Cregger tra i maggiori talenti della scena. È nata quindi una stella? Tutto sembrerebbe indicarlo, ma aspettiamo la prova del nove, con il regista americano che prenderà in mano uno dei franchise videoludici più amati di sempre (e piuttosto bistrattati al cinema), ovvero Resident Evil.

Weapons è disponibile per noleggio e acquisto digitale in VOD sulle maggiori piattaforme dedicate. Il film è inoltre disponibile in formato fisco presso i maggiori store online.. Non ci sono ancora notizie su un possibile approdo su una delle piattaforme streaming.



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